La generazione alla quale appartengo è quella nata alla fine dei totalitarismi, quando stava per chiudersi una delle epoche più buie di tutta la storia dell'umanità e si stava per aprire, per squarciare un'alba di libertà e di speranza. I regimi fascista e nazista avevano ingannato i loro popoli con l'arma della propaganda, che era un'informazione drogata, artefatta, fatta solo di retorica, di frasi roboanti, dietro le quali non c'era nessun contenuto. L'immagine che ne scaturiva sembrava imponente ma si reggeva sul nulla. Per questo si parlava di regimi-fantoccio. I dittatori facevano il bello e il brutto tempo, ma tutto quello che li circondava era fasullo, era pura decorazione. Tutti i luogotenenti di Mussolini, da Farinacci a Pavolini a Starace, erano marionette, con atteggiamenti che già allora apparivano ridicoli. I gerarchi nazisti purtroppo non facevano ridere, ma erano altrettanto falsi, artefatti, nati per ingannare.
Ecco perché tutti quelli della mia generazione si sono detti "mai più". Tutti abbiamo fatto un giuramento in cui abbiamo detto basta alle parole senza contenuto, basta alle immagini senza sostanza, basta a tutte le cose artefatte, costruite solo per ingannare la gente. Era un giuramento indispensabile se si voleva che l'inganno del fascismo e del nazismo non si ripetesse mai più. Intendiamoci. La storia è piena zeppa di epoche artefatte, di "trompe-l'oeil", dall'ellenismo al rococò, ma nessuna aveva prodotto milioni di morti e l'assassinio d'interi popoli come quella che ci ha generati. Per questo abbiamo giurato "mai più". Di fronte a ogni discorso, a ogni lezione, a ogni articolo di giornale, noi stavamo attenti a cogliere le frasi fatte, le parole senza contenuto, e le denunciavamo come si denuncia il peggiore dei crimini.
E invece che cosa ci capita? Oggi ci capita di vivere, come in un incubo, di nuovo immersi nell'artificio più totale. La politica italiana, quella a noi più vicina, quella delle nostre radici culturali, è di nuovo totalmente artefatta, fatta solo di immagini senza nessuna sostanza, di promesse mai mantenute, di personaggi disegnati e costruiti a tavolino, come cartoni animati, come gli eroi dei fumetti. I luogotenenti di Berlusconi sono ancora Farinacci, Pavolini e Starace, anche se oggi hanno nomi diversi. Allora il nostro giuramento non è servito a niente; allora la gente si lascia ancora ingannare come si è lasciata ingannare settanta e più anni fa.
Oggi l'arte dell'inganno non è più la propaganda, non sono più le frasi roboanti, la retorica, gli aggettivi esagerati, i superlativi. Oggi l'inganno è una vera scienza fatta di più discipline, dal marketing all'arte della comunicazione. Ma il risultato è sempre lo stesso. Immagini senza sostanza, pura apparenza, vendita di aria fritta. Niente è più genuino, niente è più come mamma l'ha fatto, niente contiene più un nocciolo di autenticità. Tutto è puro rivestimento di silicone e di botulino. Tutto è "trompe-l'oeil".
Qui da noi, per dire la verità, stiamo un po' meglio. I personaggi della politica svizzera sono ancora abbastanza autentici. I nostri consiglieri federali sembrano ancora del tutto genuini. Sarebbe veramente difficile costruire artificialmente un Hans Rudolf Merz con le sue goffaggini o un Moritz Leuenberger con il suo complesso d'Amleto. Se però usciamo un po' dalla politica, le cose appaiono subito diverse. Le banche, le assicurazioni, i commerci, i servizi: tutto è costruito artificialmente, tutto è fatto di silicone e botulino, tutto è fatto per ingannare la gente. E la gente lo sa ma fa finta di niente. Sembra persino che provi piacere a essere ingannata. La gente sa perfettamente che i profumati bonus distribuiti ai grandi dirigenti delle banche e delle altre aziende-leader erano versati perché i dirigenti facessero i prestigiatori, perché nascondessero il nocciolo e colorassero la buccia. Per questo più la polpa diminuiva, più gli affari andavano male e più strapagati erano i dirigenti. Tutto questo la gente lo sa e fa finta di non saperlo. Quando riceve le bollette-rincaro della luce o del telefono con dentro la pubblicità, la gente sa perfettamente di essere presa per il sedere, ma non riesce più a sentir niente, è anestetizzata.
La sostanza, che avevamo giurato di mai più perdere, ci è sparita sotto il naso. Oggi possiamo solo promettere di tenerci care quelle pochissime cose genuine - dalla mortadella nostrana alla vera amicizia - che sono rimaste al mondo, non si sa fino a quando.
Enrico Diener