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Editoriali
 
Walter Gianora
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Contare di pił a Berna

Il nostro Governo ha deciso di indire un concorso per la nomina di un delegato del Ticino per i rapporti con la Confederazione, una sorta di "ambasciatore" che lavorerà prevalentemente a Berna e che sarà direttamente subordinato all'Esecutivo cantonale. Il suo compito sarà quello di difendere gli interessi cantonali sotto la cupola di palazzo federale. La nuova figura sarà affiancata da una rete di supporto costituita da funzionari cantonali attivi nei cinque dipartimenti.

Salutiamo positivamente questa decisione, come anche l'impegno, espresso dal Consiglio di Stato, di migliorare la nostra " politica estera". Infatti la stessa organizzazione potrebbe presto essere implementata per gestire le relazioni con il Nord Italia.

D'altra parte è stato proprio il nostro presidente nazionale Fulvio Pelli a parlare per primo di "una politica estera cantonale" da intendersi con l'Italia ma anche con Berna, evidenziando con questo concetto come talvolta occorra agire oltre Gottardo come se si trattasse di curare relazioni lontane. E intendendo che certi interessi del Ticino possono essere tutelati solo se vi è una strategia di politica estera che la Confederazione abbia preventivamente concordato con quanto si chiede a Bellinzona.

Si tratta quindi una svolta. La necessità di istituire la carica di "ambasciatore" era apparsa evidente negli ultimi tempi in relazione ad alcune tematiche delicate. La posizione del Ticino riguardo allo scudo fiscale Tremonti, ma anche la mancata reciprocità nell'applicazioni degli accordi bilaterali nel mondo del lavoro avevano messo a fuoco un problema di comunicazione tra Italia e Svizzera. Ma più in generale si era sentita l'esigenza di far sentire meglio la voce del Cantone a Berna in quanto regione periferica, di frontiera, minoranza linguistica. I canali istituzionali hanno fatto finora un buon lavoro e i risultati non mancano. Lo dimostrano i successi conseguiti con le rivendicazioni più recenti: l'assegnazione al Ticino del Centro di calcolo, i riconoscimenti agli istituti di livello universitario il Tribunale penale federale a Bellinzona, ecc.  Il nostro Governo, la deputazione alle Camere, i nostri parlamentari e funzionari ticinesi a Berna possono vantare un bilancio lusinghiero. Resta che i tempi sono cambiati.

A palazzo federale, sull'esempio di quanto si fa all'estero, la figura del lobbista è ormai diventata una componente del modo moderno di fare politica e d'altra parte sotto il cupolone le esigenze del Ticino non sono sempre adeguatamente riconosciute. Come spiegare altrimenti l'idea, sviluppatasi in qualche ufficio di Berna, di pianificare la rete ferroviaria del futuro senza completare AlpTransit attorno a Bellinzona e a sud di Vezia? O di non difendere come si conviene la lingua italiana?  Anche le associazioni economiche hanno avvertito da tempo l'importanza di essere presenti nelle stanze dei bottoni con una presenza più vigile e impegnata, di migliorare la comunicazione, di fare opera di convincimento. Il lobbista a cui sta pensando la Camera di commercio potrebbe affiancarsi al delegato del Governo, e le due figure diventare complementari nel curare gli interessi del Cantone a fianco dei canali istituzionali.

Da più parti ormai ci si è resi conti che il Ticino deve avere con Berna un colloquio costante, diretto, autorevole e convincente al di fuori delle procedute di legge e dalle trafile burocratiche. Resta ora da definire il profilo del futuro delegato che non dovrà essere un funzionario, ma una persona che possa essere autonoma e indipendente nel suo agire, che sappia formulare proposte per migliorare le relazioni con Berna, che sappia anche fare lobbing nei gangli vitali dell'amministrazione, là dove vengono formulate proposte che poi si traducono in decisioni da proporre alle autorità. In una parola, una persona che conosca bene il funzionamento della politica e dell'amministrazione, abbia la necessaria sensibilità per servire il Ticino e sia interprete delle esigenze di tutti i ticinesi. Si tratta ora di trovare la persona giusta.

 Walter Gianora
presidente PLR

 

 

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