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Diego Erba
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Per una migliore conoscenza dei fenomeni religiosi


 

C'è molta attesa sul corso sperimentale di "storia delle religioni" che partirà il prossimo settembre in alcune sedi di scuola media. Recentemente due direttori di altrettanti quotidiani hanno salutato positivamente questa innovazione che coinvolgerà gli allievi delle medie di Biasca, Lugano Besso, Minusio, Bellinzona 2, Tesserete e Riva S. Vitale. Nelle prime tre sedi gli allievi di terza potranno scegliere tra questo corso e quello di religione cattolica o di religione evangelica. Nelle altre tre sedi invece agli allievi di terza sarà impartito esclusivamente il corso di "storia delle religioni".

I lavori preparatori sono in pratica conclusi e grazie agli approfondimenti svolti da un apposito Gruppo di studio si sono precisati meglio i contorni della sperimentazione che interessa inizialmente gli allievi di terza poi quelli di quarta. Agli addetti ai lavori sono note le due iniziative parlamentari (Dedini e Sadis del 2002) che chiedevano la modifica dell'attuale art. 23 della Legge della scuola che disciplina l'insegnamento religioso nelle scuole. Ai due atti parlamentari fece seguito la proposta di una Commissione del Consiglio di Stato che concluse i suoi lavori con ben tre rapporti commissionali, a dimostrazione di quante variegate fossero le posizioni dei diversi enti coinvolti. La successiva consultazione promossa dal DECS riconfermò le divergenze di vedute presenti nel Paese in merito a questo tema, da sempre fonte di forti di contrapposizioni. Che fare di fronte a questa situazione di stallo? Grazie al paziente lavoro di "cucitura" intrapreso dal DECS e alla disponibilità al dialogo delle Autorità ecclesiastiche è stato possibile porre le premesse per questa sperimentazione. Un merito dev'essere riconosciuto soprattutto al Gruppo di studio che pazientemente, superando alcune inevitabili difficoltà, ha saputo predisporre un programma d'indubbio valore per gli allievi. Perché di questo si tratta: il corso di "storia delle religioni" ha un contenuto culturale e non confessionale. La religione - come si rileva nel programma approvato dal Consiglio di Stato - è considerata come un elemento della cultura da una prospettiva descrittiva e il corso introduce alla comprensione della diversità con un atteggiamento di curiosità e di tolleranza. Punto di partenza e di arrivo è la nostra società caratterizzata dalla convivenza di varie religioni. Ci si astiene da giudizi di valore e si rispettano le scelte esistenziali degli allievi, anche di coloro che non appartengono a nessuna religione.

L'obiettivo è di dare loro le conoscenze per capire perché il fenomeno religioso sia universalmente presente in ogni società e cultura. Da queste premesse il corso intende mettere a fuoco le diverse tradizioni in prospettiva comparativa con particolare attenzione alla tradizione cristiana e al mondo contemporaneo. Si parlerà quindi del cristianesimo, ma anche dell'ebraismo e dell'islam. Un'attenzione particolare sarà riservata alla realtà più vicina agli allievi, con i possibili riferimenti alle prescrizioni religiose quali l'alimentazione, l'abbigliamento, le festività, ecc.

Le iscrizioni svolte negli istituti sopramenzionati hanno ampiamente confermato l'interesse di allievi per questa iniziativa. Alcuni genitori - e non capita tutti i giorni - hanno pure ringraziato per la nuova opportunità concessa ai loro figli. Anche le procedure di assunzione dei docenti sono in atto: sarà il Cantone a sceglierli fra i numerosi concorrenti che si sono annunciati.

Senza assumere toni trionfalistici possiamo ritenere che si stia compiendo un decisivo passo nella giusta direzione. La sperimentazione ci dirà quale dei due modelli sarà da preferire e in che misura questa nuova impostazione potrà caratterizzare non solo la scuola media ma anche gli altri ordini di scuola. Per il momento ci accontentiamo degli incoraggianti presupposti che hanno accompagnato la "marcia di avvicinamento". Poi - a bocce ferme - si tireranno le somme e si valuteranno i risultati e le opinioni dei diversi attori coinvolti, anche di chi esprimerà una qualche critica.   Già avevo evidenziato su queste pagine come, per un tema così delicato, compiere un passo in avanti sia meglio che marciare sul posto. A maggior ragione se ciò consentirà di superare le note contrapposizioni e di dare alla nostra gioventù un solido e migliore bagaglio conoscitivo. E' sicuramente quest'ultimo l'obiettivo da perseguire con fermezza. 

 

Diego Erba
direttore Divisione della scuola

 
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