Il progetto Tram-Treno del Luganese

La rete tram-treno nel Luganese è un progetto ambizioso, ma necessario

 

Nicola Pini: “Luce verde al tram-treno del Luganese, anche se con diversi segnali di attenzione e pericolo”

L'idea di una rete tram nel Luganese risale ad alcuni decenni fa e, dopo i necessari approfondimenti, è diventata un progetto concreto. Lo stesso è stato consolidato a livello tecnico e politico con l'inserimento nel Piano regionale dei trasporti del luganese, nei Programmi di agglomerato del luganese di prima e seconda generazione e nel Piano direttore cantonale. Si tratta di un’opera sicuramente importante, che andrà a modificare sensibilmente le abitudini non solo dei luganesi e che merita quindi tutta la massima attenzione. Per il PLRT è comunque importante che alcuni punti critici di questo progetto siano soggetti ad approfondimento, con chiaro però l’obiettivo di non ostacolarne l’iter procedurale e poter quindi iniziare le fasi operative nei termini più brevi possibili.

Sono infatti molte le raccomandazioni formulate dal Gran Consiglio sulla base del rapporto della Commissione gestione e finanze (relatore il PLR Nicola Pini) e del parere della Commissione pianificazione del territorio (relatore il PLR Nicola Brivio). Prime fra tutte la predisposizione, in futuro, di una politica informativa chiara, trasparente e innovativa che permetta di contrastare il difetto di informazione lamentato da più parti; secondariamente un atteggiamento il più possible aperto al dialogo da parte del Dipartimento del territorio per appianare le quasi 130 opposizioni inoltrate; e, in terzo luogo, l’immediata progettazione del completamento dell’opera – verso Cornaredo e Pian Scairolo, ma anche Lamone o Taverne – per sfruttare appieno le potenzialità della rete.

Oltre a queste raccomandazioni di fondo, il Gran Consiglio ha fatto proprie anche tutta una serie di auspici più puntuali, come ad esempio la realizzazione di P&R in prossimità dei terminali (in particolare a Manno e Ponte Tresa), la predisposizione degli accessi alla zona industriale di Bioggio e Manno, un’accurata pianificazione del comparto Cavezzolo, la compatibilità con la mobilità privata (ad esempio l’attravermento della strada cantonale a Manno), la ripresa dell’uscita del tunnel a Lugano presso lo stabile ex-BSI e, infine la valutazione nel dettaglio della stima degli espropri.  

Il credito di 63'240'000 approvato dal Gran Consiglio permette ora di avviare la fase principale di un progetto da 400 milioni di franchi in totale.

Un progetto ambizioso, ma necessario

Nicola Pini, granconsigliere PLR e relatore sul tema della Commissione gestione e finanze: “Il progetto tram-treno è certamente un progetto ambizioso, lungimirante e visionario. Le criticità riscontrate, che vanno esaminate, approfondite e, laddove possibile, risolte, non devono pertanto inficiarne la realizzazione, anche perché la ventina di raccomandazioni formulate dal rapporto commissionale sono state fatte proprie anche dal Consiglio di Stato. Avanti con il progetto quindi, cercando di creare il massimo di condisione politica attorno ad esso”.