La scuola

La scuola che sta a cuore al PLR

 

“L’insegnamento scolastico non può ignorare contenuti competitivi della società. A un certo punto del suo cammino la scuola dovrà decidere chi far proseguire su una strada e chi su un’altra, distinguendo fra allievi ‘bravi’ (scolasticamente parlando) e allievi con attitudini e doti non meno importanti, non meno nobili, ma diverse, scolasticamente meno redditizie”. (Giuseppe Buffi, “Scuola ticinese”, 140, editoriale).

Il riuscito referendum contro la sperimentazione di nuovi modelli nella scuola media ci offre la possibilità di un’ulteriore riflessione sull’importanza della formazione scolastica e sui valori da trasmettere alle future generazioni. In questo senso le parole di Buffi rimangono di grande attualità. I liberaliradicali hanno dedicato molta energia al tema. Grazie al coinvolgimento di numerosi esperti che ringrazio, è stato possibile concretizzare un modello alternativo a quello proposto nel messaggio governativo. Si è dato così seguito a quanto stabilito durante la consultazione nel comitato cantonale del 28 marzo 2017.

La frase centrale del rapporto della maggioranza del Gran Consiglio che propone di approvare una fase di sperimentazione, a proposito del modello PLR dice: “Si tratta di migliorare l’orientamento dell’allievo grazie a offerte differenziate affinché il percorso formativo sia meglio allineato alle sue aspettative e potenzialità”. Il PLR ha a cuore il continuo miglioramento della nostra scuola consapevole che la buona scuola la fanno i bravi docenti e non le formule. Siamo anche consapevoli di essere l’unico cantone in Svizzera con una scuola media unica che riunisce tutti gli allievi sotto lo stesso tetto. Questo significa pari opportunità di partenza, non di arrivo. Infatti la buona riuscita scolastica presuppone un certo impegno e applicazione da parte dell’allievo. Riteniamo che grazie ad un’offerta differenziata e grazie a una formazione professionale che rende praticamente possibile qualsiasi tipo di passerella, di cambiamento e ri-orientamento, assicuriamo al giovane che dovesse scoprire anche successivamente il piacere allo studio di trovare la propria strada. La domanda al comitato sarà: di fronte a questi auspici vale la pena di sperimentare? Per amore del Ticino e delle future generazioni.

Bixio Caprara, presidente PLR