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Il Ticino del'equità
 
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Garantirebbe la crescita economica del Paese e costituirebbe nel
contempo un ammortizzatore sociale di pertinenza degli attori
economici a difesa del reddito del lavoro della parte meno fortunata
della società. Il mercato del lavoro deve, però, poter rimanere
flessibile favorendo la concorrenzialità degli impieghi e delle
stesse aziende. La protezione sociale si traduce nella solidarietà
nei confronti di chi non sia in grado di provvedere a se stesso ma
senza che l’aiuto solidale erogato dallo Stato si trasformi in interventi imprevidenti o deresponsabilizzanti che, alla fine,
ribaltino sulle generazioni future gli oneri della sicurezza sociale.
Nel Ticino dell’equità la salute della popolazione, quale bene fondamentale dell’individuo
ed interesse collettivo, va promossa e salvaguardata senza distinzione di condizione
individuale e sociale. I liberali radicali continueranno, perciò, a favorire una politica
sanitaria globale che consideri accanto alla cura della malattia anche la prevenzione
e la promozione della salute, prestando nel contempo attenzione agli effetti dell’ambiente sulla salute.

L’obiettivo è quello di promuovere comportamenti e condizioni di vita favorevoli al raggiungimento e al mantenimento del miglior stato di salute possibile poiché quest’ultima è un bene individuale che rileva primariamente dalla responsabilità personale di ognuno. Dignità e libertà dell’individuo costituiscono il cardine centrale di
una politica liberale radicale che voglia una società delle pari opportunità.
L’introduzione di un salario socialmente adeguato costituisce un requisito fondamentale per una società che si vuole equa. Occorre, in particolare, evitare la medicalizzazione di problemi e disagi sociali che non richiedono espressamente risposte di tipo
sanitario. Quando queste risposte si rendono necessarie occorre garantire un’assistenza sanitaria di buona qualità, economicamente giustificata e finanziariamente sopportabile per lo Stato, le assicurazioni sociali ed il cittadino. Può essere concretizzata
grazie ad un uso appropriato delle risorse disponibili e all’eliminazione delle numerose prestazioni inutili ancora fornite dal sistema e che nulla portano alla salute delle persone.

Per ottenere ciò occorre rafforzare il senso di responsabilità dei fornitori di prestazione
pubblici e privati, delle diverse istanze istituzionali che determinano il quadro del sistema
sanitario e, soprattutto, di ognuno di noi. In materia di pianificazione ospedaliera
riteniamo essenziale mantenere le strutture sanitarie necessarie anche nelle zone periferiche del Cantone per garantire i primi soccorsi ed un’adeguata presa a carico
deipazienti degenti. Particolare attenzione andrà riservata agli effetti dell’invecchiamento della popolazione e alla conseguente pressione sulle strutture sanitarie. Si rende,
quindi, necessaria una verifica della disponibilità di posti-letto nelle case anziani, in particolare delle regioni periferiche.

Nell’ambito dell’assistenza ospedaliera si riconferma il ruolo essenziale svolto dall’Ente ospedaliero cantonale, mentre per quanto concerne le strutture sussidiate (case anziani, istituti specializzati,…) è necessario ricreare equilibrio tra competenze decisionali
e assunzione di oneri tra Cantone e Comuni. La politica sanitaria deve essere monitorata regolarmente con strumenti statistici adeguati (conto sanitario) e con indicatori (bilancio della salute) che permettano di costantemente rilevare lo stato di salute della popolazione.
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