PLRT - i liberali  
banner
 
Il Ticino del'equità
 
1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 |7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 |
Libertà, tolleranza e convivenza distinguono nei diversi ambiti la
nostra società civile. La libertà che ci vogliamo garantire non è
pienamente tale senza che vi sia un sufficiente livello di sicurezza.
Il bisogno di sicurezza è, in realtà, trasversale ed è generato dal
venir meno dei riferimenti culturali, sociali e religiosi, da una
maggiore fragilità sociale delle società moderne e dalla precarizzazione
del lavoro.
La crescente mobilità e la trasformazione della frontiera da “chiusa” in sempre più
aperta, ci forniscono importanti opportunità di scambio e di crescita economica e culturale; dinamiche migratorie non sempre controllabili e accresciuti fenomeni di microcriminalità ci inducono, invece, a tutelare con maggiore fermezza la sicurezza
dei cittadini, senza tuttavia cadere nell’eccesso di norme e di divieti.

La società sicura è quella società che sa coniugare la libertà e la tolleranza con il
controllo del territorio e la giusta repressione di violenza e fenomeni criminali. Noi liberali radicali riteniamo che occorra garantire la massima sicurezza al cittadino: chi viola le nostre leggi e la nostra sicurezza non deve mai sentirsi protetto ed immune da sanzione. L’aspirazione di ognuno di noi, infatti, è quella di vivere in un territorio accogliente e sufficientemente sicuro, dove però accanto alla certezza del diritto vi sia pure la presenza di uno Stato garante della sicurezza dei cittadini. In questo senso gli organi di sicurezza e la giustizia devono disporre delle forze e dei mezzi necessari, ma soprattutto di un’organizzazione efficiente nei quali i ticinesi ripongano la propria fiducia.
La lotta alla criminalità comune ed ai reati finanziari deve rimanere una priorità.

Il Ticino, che ospita un numero importante di stranieri, è diventato oggi un mosaico, un
insieme di lingue, culture e di realtà economiche e sociali assai diverse tra loro.
Dobbiamo, perciò, essere in grado di rispondere alle nuove dinamiche di immigrazione
e all’ampliamento del bacino di provenienza della popolazione straniera. In realtà questo
processo interessa anche la società elvetica al suo interno: le sfide lanciate dall’apertura
dei mercati e dall’annullamento delle distanze creano opportunità ma purtroppo anche
insicurezze e paure che possono minare i rapporti di convivenza civile e quelli fra
generazioni e fra territori.

I liberali radicali non rifiutano le sfide dettate dall’apertura e dalle novità e non credono che erigere barriere rappresenti una soluzione lungimirante. Non ritengono, altresì, giustificato assecondare la banalizzazione ed il mancato rispetto dei nostri valori, delle tradizioni e persino a volte delle leggi, da parte di chi non intende integrarsi nella nostra società. E’ inoltre opportuno saper manifestare e valorizzare maggiormente le nostre radici ed i nostri valori culturali.
Il nostro sforzo deve essere finalizzato al raggiungimento di una soddisfacente coabitazione fra realtà diverse: l’indigeno e lo straniero; le culture vicine e lontane;
le regioni periferiche e le nuove realtà urbane; le famiglie, gli anziani e i giovani.
Luoghi di crescita, di confronto e di integrazione come la scuola – pubblica e laica
– e la famiglia devono contribuire alla creazione di un patrimonio etico globalmente condiviso, che eviti i rischi di un incremento delle situazioni di conflitto interculturale.
Il sostegno del plurilinguismo costituisce un ulteriore contributo alla crescita di una
società moderna aperta e tollerante.

Il Ticino deve, altresì, maggiormente aprirsi in senso economico ed istituzionale. Un Ticino più aperto e ricettivo è in grado di dare una nuova lettura ai propri rapporti all’interno della Svizzera e verso le nazioni circostanti.

La distanza geografica e le barriere naturali non possono costituire un fattore di impedimento allo sviluppo di un ruolo istituzionale ed economico attivo del Cantone.
E’ necessario sia stringere alleanze su temi strategici e potenziare le relazioni con gli altri Cantoni svizzeri, sia migliorare e consolidare le relazioni del Ticino con la Confederazione, sia sviluppare le relazioni con altre regioni selezionate. L’operatività della “Regio Insubrica” è il primo importante esempio di collaborazione transfrontaliera che merita ora di passare ad uno stadio di maggior concretezza. In questa direzione occorre continuare a muoversi offrendo un accesso privilegiato al nord Italia per i ticinesi e le proprie aziende.

Nei confronti di Berna dovremo migliorare la strategia di azione per far valere le nostre
necessità e prerogative. Vanno favoriti migliori contatti nella capitale federale, la
creazione di una rete di relazioni con l’amministrazione centrale, i parlamentari e i
consiglieri federali, ma anche un lavoro di squadra tra deputazione ticinese alle
Camere, Consiglio di Stato e Gran Consiglio, attraverso una più costante e
riconoscibile rappresentanza ticinese. Ma anche grazie ad una presenza qualificata di
ticinesi nell’amministrazione federale.

La particolare posizione del nostro Cantone nel contesto europeo deve indurci a sviluppare, in chiave strategica e in una visione maggiormente complessiva, le relazioni economiche e istituzionali con le regioni e con le nazioni confinanti, ma anche con territori più lontani, nell’ottica di una politica transfrontaliera che dobbiamo interpretare attivamente.

Gli stretti legami economici e politici con l’UE ci inducono a sostenere la via bilaterale nei rapporti fra la Svizzera e l’Europa, via che noi liberali radicali non consideriamo esaurita. E’ tuttavia necessario continuare ad impegnarci affinché le attività economiche
siano realmente esercitate in uno spirito di concorrenza leale anche verso il nostro territorio; è pure necessario utilizzare gli strumenti legislativi e di controllo di cui già disponiamo per evitare indebite pressioni sui salari indigeni.
Accanto alla promozione del territorio cantonale quale luogo di insediamento di attività
economiche, particolarmente ad elevato valore aggiunto, occorre promuovere
attivamente il territorio cantonale in territori esteri selezionati, riconoscendo che oggi
la competizione economica avviene in parte importante a livello regionale.
Il Ticino in cui i liberali radicali credono è un Ticino aperto e tollerante, che ricerca nuove
e più solide relazioni a livello regionale, nazionale ed internazionale e che dà sicurezza
al territorio ed alla propria popolazione.

Powered by SDB Home | Links | Download | Contact | Sitemap