Per un Ticino ad alto valore aggiunto

 

Digitalizzazione

Per un Ticino ad alto valore aggiunto  

La digitalizzazione è un processo irreversibile che deve cogliere la Svizzera e il Ticino preparati. Il PLR nazionale e cantonale ne sono consapevoli e ne hanno fatto tema d’agenda politica. Cosimo Lupi focalizza l’attenzione sulle potenziali che la mobilità dei dati rappresenta per le regioni periferiche, portando ad esempio il progetto «Mia Engiadina»  

Digitalizzazione: un termine che oramai fa parte della nostra quotidianità e che porta con sé una svolta epocale. Per alcuni la digitalizzazione può essere un pericolo, un fenomeno che mette a rischio il posto di lavoro. Si tratta però di un processo irreversibile di cui bisogna essere pronti a cogliere le opportunità piuttosto che a temerne i rischi.  

Il PLR ha da tempo colto questo aspetto e sia a livello nazionale sia cantonale si è mosso concretamente, ad esempio inserendo la digitalizzazione nella propria agenda politica oppure, qui in Ticino, promuovendo l’installazione della fibra ottica in tutto il territorio cantonale. Se pensiamo alla nostra realtà vediamo come la nostra economia a tratti ancora faccia fatica, le regioni periferiche e le Valli sono confrontate sempre più con il fenomeno dello spopolamento e con le accresciute difficoltà nell’attrarre attività economiche e le regioni turistiche vedono calare il numero di pernottamenti.

La mobilità dei dati rappresenta una tra le maggiori sfide di un futuro che sarà sicuramente segnato dalla digitalizzazione della società. In questo contesto la fibra ottica potrà rappresentare un valore strategico sia per gli agglomerati sia per le zone periferiche e di montagna, permettendo lo sviluppo di nuove realtà economiche e sociali, con un considerevole vantaggio territoriale per l’insediamento di attività interessanti e per lo sviluppo del telelavoro.

Del resto, anche in altre parti della Svizzera si è intuito che il mondo digitale rappresenta un enorme potenziale anche per le zone a vocazione turistica o periferiche che hanno visto diminuire drasticamente l’indotto economico generato dal turismo. Nella bassa Engandina infatti, su iniziativa di alcuni privati ed in collaborazione con i Comuni, è stato lanciato il progetto «Mia Engiadina». Si tratta di un progetto visionario che mira a trasformare la regione in una sorta di «hub» digitale dotato di collegamenti internet ad alta velocità grazie proprio alla fibra ottica. L’idea è quella di rilanciare la regione offrendo una serie di edifici adibiti a spazi lavorativi dove informatici, sviluppatori, manager e altre figure professionali possano trovarsi e dare vita a nuovi progetti digitali godendo però della natura e di tutto ciò che quella regione a vocazione turistica ha da offrire. Nella bassa Engadina (che i promotori del progetto hanno ribattezzato «Digi-Tal», valle digitale) sognano che la propria regione  diventi una sorta di «third place», cioè un posto dove persone provenienti da ogni parte del mondo possano trovare un ambiente dove sviluppare le proprie idee ed il proprio business incontrandosi e combinando il lavoro con le vacanze.

Sono convinto che questa via possa essere percorsa anche in Ticino, in tutto il cantone oppure solo in una determinata zona. Favorire un progetto di questo tipo significa sfruttare le possibilità offerte dalla digitalizzazione e creare indotto economico ad alto valore aggiunto.

Cosimo Lupi, Consigliere comunale PLR Gordola