Modifiche al Piano Direttore

Modifiche al Piano Direttore:

Il ruolo centrale del Comune avrebbe richiesto maggior attenzione da parte delCantone

In procedure di questo tipo vanno ponderati tutti gli interessi dei cittadini in gioco con il giusto rispetto del valore della proprietà privata.

Il Partito liberale radicale ticinese crede fermamente in una pianificazione del territorio che consideri con equilibrio la necessità di sviluppo, la qualità degli insediamenti e la vivibilità del territorio. La revisione del PD deve tenere conto maggiormente del ruolo dei Comuni nel processo pianificatorio e avere maggiore rispetto della proprietà privata. Crediamo altresì nel principio secondo cui la pianificazione del territorio è un processo democratico che non si esaurisce con la semplice possibilità di interporre ricorso a quanto adottato dall'autorità. L'accesso della popolazione al processo di pianificazione deve essere di natura a poterne influenzare l'esito. In questo senso riteniamo che le nostre osservazioni e proposte debbano essere tenute in considerazione nelle fasi successive che porteranno all'adozione delle modifiche da parte del Consiglio di Stato.

 Il PLRT si è chinato attentamente sulle proposte di modifiche del Piano direttore cantonale (PD) in applicazione ai disposti della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) e si complimenta con tutti gli attori coinvolti per il notevole lavoro preparatorio svolto e per il rispetto delle tempistiche. In particolare si sottolinea il ruolo determinante avuto dai Comuni nel proprio ruolo di prima istanza responsabile della pianificazione del territorio a cui è stato nuovamente chiesto uno sforzo non indifferente per aggiornare il Compendio dello stato dell'urbanizzazione proprio in un periodo - dal lato pianificatorio - intenso e difficile. Il ruolo centrale del Comune avrebbe tuttavia richiesto maggior attenzione da parte del Cantone nelle proposte oggetto della revisione del PD. Invece, l’impostazione della proposta non tiene conto di un principio cardine su cui sembrerebbe basarsi lo stesso progetto Ticino 2020 ossia che le competenze corrispondano ai compiti. In questo caso il Cantone decide e il Comune deve poi mettere in atto con le conseguenze a livello di oneri pianificatori e finanziari.

La documentazione prodotta fornisce molti dati sullo stato dell'urbanizzazione in Ticino e recepisce adeguatamente gli indirizzi posti dalla legislazione federale, tuttavia non evade alcune domande di fondo. In particolar modo mancano risposte plausibili che comprovino oggettivamente la necessità di imporre l'introduzione nei PR di determinate misure. A nostro avviso nella documentazione posta in consultazione mancano, per esempio, delle indicazioni chiare della Confederazione o degli esempi di adattamento del PD alla LPT in altri cantoni. In questo senso sarebbe sicuramente stato opportuno esigere da parte della Confederazione, sempre nel rispetto del federalismo e dell’irrinunciabile principio di sussidiarietà su cui deve poggiare ogni riflessione normativa tra i diversi livelli istituzionali del nostro paese, delle linee guida non vincolanti, affinché si potesse contare su un ulteriore elemento di comparazione. Tale critica non è mossa unicamente dal PLRT, ma bensì da più parti e non solo per quanto concerne l'esigibilità e la forma delle misure proposte, ma anche dove queste misure hanno maggiore incidenza.

Parallelamente, il PLRT persegue la sua politica di rivitalizzazione degli edifici dismessi come proposto dalla mozione di Nicola Pini a nome del Gruppo PLR. Si ricorda che in Ticino ci sono ben 1'120 edifici dismessi che corrispondono ai metri quadrati edificati della Città di Bellinzona che il PLRT esorta a rivitalizzare prima di pensare a costruire ulteriormente.

La presa di posizione completa scaricando il seguente link: Presa di posizione PD