PCA - fase 2

Piano cantonale delle aggregazioni – fase 2: i cittadini devono avere il diritto di autodeterminarsi

Il PCA deve essere necessariamente accompagnato da una ripartizione chiara dei compiti (e dei flussi) tra cantone e comuni in particolare riaffermando il ruolo sussidiario del Cantone

Il Partito liberale radicale ticinese crede fermamente nel ruolo chiave del Comune. Motivo per cui, eventuali proposte di cambiamento del suo stato e dei suoi confini devono maturare nel rispetto della sua autonomia: i cittadini devono avere il diritto di autodeterminarsi. Il Piano cantonale delle aggregazioni dev’essere inteso come strumento di attuazione di uno scenario futuro. Il PLRT auspica che venga presentato un rendiconto dettagliato sulle aggregazioni già avvenute in Canton Ticino, con un paragone chiaro tra la situazione pre e post aggregativa dei Comuni coinvolti e invita il Governo a voler legare maggiormente il PCA alla Riforma “Ticino 2020”, integrando così obiettivi che possano realmente migliorare i rapporti tra i vari livelli istituzionali ticinesi.

Il Partito liberale radicale ticinese ha attentamente esaminato i contenuti della documentazione inerente le modalità di attuazione e gli incentivi previsti dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) - fase 2 posto in consultazione dal Consiglio di Stato. I principi contenuti nella presa di posizione del PLR alla prima fase di consultazione del PCA sono confermati e sono così riassunti:

  • Il Comune è la base dell’ordine istituzionale svizzero e come tale merita grande rispetto ed eventuali proposte di cambiamento del suo stato e dei suoi confini devono maturare nel rispetto della sua autonomia.
  • I cittadini devono avere il diritto di autodeterminarsi, per questo motivo le aggregazioni devono partire dal basso, coinvolgendo il più possibile la popolazione interessata.
  • Il PCA deve essere necessariamente accompagnato, se non anticipato, da una ripartizione chiara dei compiti (e dei flussi) tra cantone e comuni in particolare riaffermando il ruolo sussidiario del Cantone nei confronti dei Comuni. Tra gli obiettivi deve pertanto figurare anche la conseguente riorganizzazione dell'Amministrazione cantonale.
  • Il PCA non può essere inteso come obiettivo finale a sé stante, ma bensì come strumento di attuazione di uno scenario futuro.

Le tempistiche di attuazione appaiono, a nostro giudizio, poco realistiche. Il PLRT crede infatti che il principio secondo cui le popolazioni locali debbano potersi autodeterminare, abbia la precedenza rispetto alle tempistiche di attuazione. In virtù di questo, riteniamo una forzatura limitare a soli 6 anni la durata degli incentivi finanziari.

Infine, il semplice consolidamento contabile e amministrativo dei comuni in un’unica entità, non è sufficiente a far credere che le aggregazioni rappresentino veramente un beneficio per la popolazione del Canton Ticino. Il PLRT auspica dunque che venga presentato quanto prima un rendiconto dettagliato sulle aggregazioni già avvenute in Canton Ticino, con un paragone chiaro tra la situazione pre e post aggregativa dei Comuni coinvolti.

Se vogliamo infine veramente segnare il destino del Canton Ticino occorre inevitabilmente accompagnare il processo aggregativo con delle misure chiare che possano indurre gli amministratori e la popolazione a condividere gli scenari futuri, con la consapevolezza che essi possano contare su un'autonomia comunale (e responsabilità) reale e concreta non solo evocata a parole.

La presa di posizione completa è consultabile cliccando il seguente link: PCA2