(Mala)gestione dei reperti archeologici?

Interrogazione 

Anno del patrimonio culturale e (mala)gestione dei nostri reperti archeologici ticinesi

Premesse

Nel 1997, anno dell’entrata in vigore della nuova Legge sulla protezione dei beni culturali, l’Ufficio dei monumenti storici è stato riorganizzato ed è diventato l’Ufficio dei beni culturali (UBC), all’interno del quale si trova il Servizio Archeologia preposto per l’identificazione, la documentazione, la protezione e salvaguardia dei beni e dei siti archeologici presenti sul territorio cantonale. Tra i suoi compiti vi sono la decisione, l’amministrazione e l’esecuzione di scavi archeologici sul territorio, la documentazione dei ritrovamenti, la gestione dei reperti mobili, l’elaborazione di una mappa archeologica e la definizione delle zone di interesse archeologico, la promozione e valorizzazione del ricco patrimonio archeologico attraverso esposizione in Ticino, prestito di oggetti ai musei svizzeri e all’estero, ricerche di studio e pubblicazioni.

Concessioni di scavo per progetti specifici possono essere date ad Università o ad Associazioni di categoria.

L’UBC interviene preventivamente nei cantieri edili posti all’interno di zone sensibili conosciute e in casi di emergenza, laddove sono segnalati ritrovamenti archeologici imprevisti.

Al momento, per quanto noto ai sottoscritti, l’unico cantiere attivo su concessione cantonale è quello di Tremona-Castello, gestito dall’Associazione Ricerche Archeologiche del Mendrisiotto.

La gestione dei reperti

Ogni reperto rinvenuto è di proprietà del Cantone e deve venir documentato, catalogato, conservato e/o restaurato e infine depositato presso l’Ufficio dei beni culturali.

La collezione archeologica del Cantone Ticino conterebbe ad oggi circa 25'000 reperti.

I ritrovamenti archeologici permettono di ricostruire il nostro passato, di conoscere l’evoluzione del popolamento umano sul nostro territorio e di individuare le varie culture che si sono succedute nel corso del tempo; la gestione della ricerca e dei reperti è dunque uno dei compiti fondamentali del Servizio Archeologia.

Basi legali:

Legge sulla protezione dei beni culturali

Regolamento sulla protezione dei beni culturali

Regolamento di applicazione del decreto legislativo concernente la conservazione dei musei storici ed archeologici e del decreto legislativo per la tutela dei ritrovamenti archeologici

Oggetto dell’interrogazione

Lo Stato, ma anche Associazioni private nate spontaneamente nella società civile, investono fior di milioni in denaro o in risorse umane per la ricerca archeologica nel nostro cantone.

I frutti di questi investimenti andrebbero raccolti grazie alla possibilità di esporre fisicamente (e non fotograficamente o virtualmente) i reperti in musei o esposizioni temporanee con tanto di studi sui medesimi.

Orbene, da documentazione fotografica e segnalazioni in nostro possesso, risulta che vi sia purtroppo un elevato numero di reperti che stanno andando distrutti per mancanza di cura e corretta manutenzione (ad es. i reperti in ferro andrebbero almeno desalinizzati e consolidati nei primi mesi dal loro ritrovamento altrimenti possono essere soggetti a rotture e deformazioni che in molti casi portano alla disgregazione e alla perdita totale dell’oggetto). Evidentemente questo stato di cose ha come conseguenza diretta la perdita del patrimonio culturale del nostro passato.

Probabilmente, oltre ai tagli finanziari, la mancanza della figura di un “Conservatore” come esiste negli altri Cantoni, non aiuta ad evitare queste gravi perdite.

Ciò non toglie però che lo Stato, e di conseguenza il Servizio Archeologia dell’Ufficio dei beni culturali, siano responsabili della corretta gestione dei reperti di proprietà della collettività e a loro affidati.

Ciò premesso, si chiede al Governo quanto segue

1. A quanto ammontano i tagli negli ultimi 10 anni in termini finanziari e di risorse di personale nel settore dei Servizio Archeologico e dei Beni Culturali?

2. Quale è lo stato effettivo di conservazione di tutti i reperti?

3. Non ritiene il Consiglio di Stato di dover introdurre la funzione del “Conservatore” o di quanto meno assicurare all’Ufficio dei Beni culturali i mezzi necessari alla corretta gestione dei reperti mobili?

4. Quali sono le linee guida e le intenzioni reali del Governo circa la futura politica di conservazione e promozione del patrimonio archeologico ticinese?

Matteo Quadranti,

Tamara Merlo, Nicola Pini, Sara Beretta Piccoli, Franco Celio, Raul Ghisletta, Giovanna Viscardi, Massimiliano Ay, Germano Mattei, Matteo Pronzini, Paolo Pagnamenta