Finanze: tenere la rotta



Finanze: tenere la rotta

di Bixio Caprara

Il Governo cantonale ha presentato negli scorsi giorni il pre-consuntivo 2017 e confermato una positiva tendenza al miglioramento dei conti. Molto opportunamente il consigliere di Stato Christian Vitta ha invitato alla prudenza con alcuni buoni motivi.
Innanzitutto l’obiettivo condiviso da Governo e partiti di Governo di arrivare al pareggio di gestione non è ancora raggiunto. Rimane un disavanzo di 19,4 milioni. Bisogna riconoscere al Governo e al parlamento di aver approvato una manovra di 200 milioni che ha permesso una prima correzione della rotta. Ma il problema strutturale persiste; basti rammentare che il leggero miglioramento è in particolare dovuto alle entrate, mi riferisco ai 20 milioni supplementari della BNS e ai benefici della mini-amnistia federale, mentre a livello di costi, a parte la scontata limitazione dei generosi criteri per i sussidi ai premi dell’assicurazione malattia, non sono state decise riduzioni di spesa significative.
Mi permetto di ricordare che lo Stato ha un capitale proprio negativo di 500 milioni e un debito pubblico di 2 miliardi a fronte di una gestione annua di 3,5 miliardi quindi il miglioramento di qualche milione, pur positivo, rimane alquanto marginale. Un secondo aspetto riguarda le richieste di aumento di spesa preannunciate visto che si comincia a respirare clima da campagna elettorale; taluni lamentano maggiori sussidi per la povertà, altri vogliono facilitare l’accesso al lavoro delle madri, altri ancora vorrebbero investire decine di milioni nella scuola dell’obbligo, molti vorrebbero il miglior ospedale sull’uscio di casa, eccetera.
Un terzo aspetto tocca la riforma fiscale. I ticinesi devono sapere che per il successo economico del nostro Cantone è estremamente importante migliorare il confronto fiscale intercantonale. Non tanto per capriccio o per una presunta competizione ma perché ci sono Cantoni che grazie a meccanismi intelligenti favoriscono la propria economia in modo migliore di altri. Ci auguriamo che il Governo capisca l’importanza strategica di alcune correzioni irrinunciabili se vogliamo che importanti risorse siano reinvestite nello sviluppo delle aziende virtuose. Solo così offriremo ai ticinesi posti di lavoro qualificati e attrattivi, consapevoli del principio che la ricchezza prima di poterla distribuire bisogna crearla.
In parlamento sono attualmente di moda i veti incrociati; la socialità non si tocca, i contributi ai premi di cassa malati hanno già dato così come la scuola, la sanità è irrinunciabile, guai a mettere in discussione i sussidi al trasporto pubblico, per non parlare dei costi della magistratura, della polizia, delle carceri, eccetera. Insomma si conferma che se gli aumenti delle entrate sono anonimi quando si parla di risparmi vi sono sempre nomi e cognomi e ci si scontra con precisi interessi particolari. Per carità, sempre interessi legittimi e comprensibili. Ma possibile che pur ritenendo un compito necessario, lo Stato non lo possa svolgere meglio e in modo più efficacie?
E proprio sul tema dell’efficacia ed efficienza vi sono sicuramente ancora margini di miglioramento. Mi permetto di esprimere qualche dubbio sulla lentezza, anzi mi permetto di aggiungere la malavoglia, con cui il Governo affronta l’argomento con la scusa che esistono altre priorità. Tutti ne parlano con apparente convinzione, poi però il passaggio a fatti concreti sembra essere piuttosto incerto e fragile.
L’amministrazione cantonale dispone sicuramente al proprio interno di dirigenti molto qualificati e risorse importanti. Mi aspetterei dal Governo maggior intraprendenza in questo importante capitolo coinvolgendo direttamente i quadri dell’amministrazione anche nel contesto della nuova Legge stipendi.
Per il PLR il risanamento finanziario rimane prioritario e chiede al Governo di mantenere salda la rotta anche perché la nostra società cambia rapidamente. La politica deve essere in grado di affrontare le nuove sfide privilegiando l’innovazione, le riforme e investimenti che permettano una crescita qualitativa del nostro Cantone.

Articolo apparso su OL 09.06.2017