I no della sinistra a ospedale cantonale e semisvincolo

Durante l’ultima seduta del Gran Consiglio i gruppi del Partito socialista e dei Verdi sono saliti sulle barricate per dire no a due progetti di vitale importanza per la regione del Bellinzonese.

Malgrado il loro voto contrario è stato accettato il principio della realizzazione di un ospedale cantonale di riferimento (che potrebbe diventare anche universitario) dove verrebbe riunita tutta la medicina di punta al fine di creare un polo d’eccellenza nel quale sarà possibile offrire cure di alta qualità, evitando sicuramente gran parte dei ricoveri d’oltralpe.

Chi scrive ha alle spalle una lunga degenza in una clinica universitaria della Svizzera interna e quindi è consapevole quali sono i disagi che questo comporta.

L’ubicazione non è ancora stata decisa ma è evidente che il comparto dei Saleggi a Bellinzona è sicuramente ideale, e probabilmente unico, per una struttura simile considerato anche che lo stand di tiro verrà spostato al Monte Ceneri (come deciso dal legislativo cantonale sempre nella seduta di settimana scorsa).

Sappiamo poi quale valenza regionale riveste la realizzazione del semisvincolo autostradale all’altezza di via Tatti, parte integrante e strategico del Piano dei trasporti del Bellinzonese.

Il Gran Consiglio a larga maggioranza ha accettato il credito di costruzione di circa 65 milioni di franchi, con una partecipazione della Confederazione del 25 %.

La sua realizzazione in pratica è già stata approvata dal popolo ticinese chiamato alle urne da un referendum il 23 settembre 2011. Anche in questa occasione la sinistra ha già annunciato il referendum in barba quindi alla volontà popolare. Le argomentazioni sono le medesime già messe in campo per le gallerie Mappo/Morettina o del Vedeggio, opere che però alla luce dei fatti si sono dimostrate molto efficaci per alleggerire la rete stradale.

Le due opere sono strettamente connesse: infatti la possibilità di realizzare una simile struttura ospedaliera a ridosso di uno svincolo autostradale è una grande opportunità per tutti i ticinesi.

La riuscita del referendum non farebbe altro che ritardare a dismisura un’opera determinante per la mobilità del Bellinzonese.

Giorgio Galusero, granconsigliere PLR