Per una limitazione dei ricorsi pretestuosi e privi di fondamento

Iniziativa per una limitazione dei ricorsi pretestuosi e privi di fondamento

Per uno Stato efficiente senza l’eccessiva e crescente burocrazia

Secondo Graziano Crugnola, deputato PLR al Gran Consiglio e primo firmatario dell’iniziativa parlamentare generica inoltrata quest’oggi al Consiglio di Stato, vi sono casi in cui i ricorsi vengono inoltrati semplicemente per rallentare o ostacolare un progetto non gradito o, peggio ancora, per ottenere qualcosa in cambio in caso di ritiro del ricorso. Questo tipo di atteggiamento va sanzionato poiché le conseguenze dei ritardi causati dai ricorsi per chi desidera investire, siano essi privati o pubblici, possono essere devastanti. Il diritto al ricorso è sacrosanto, ma abusarne non è corretto e può provocare costi importanti sia agli istanti, ma anche a chi è chiamato a gestirne la procedura. Basti pensare all’importante impegno in ore del servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato che nel 2016 ha evaso 453 ricorsi in materia edilizia, per un impegno totale quantificabile in 3'600 ore circa e a oltre 2 collaboratori a tempo pieno!

Solo in ambito di pianificazione locale oltre il 50% dei ricorsi sono stati accolti o parzialmente accolti. In ambito di Legge edilizia solo il 33% dei ricorsi sono stati accolti o parzialmente accolti mentre in ambito di Legge sulle commesse pubbliche solo il 9% di ricorsi sono stati accolti.

Con l’iniziativa parlamentare, presentata nella forma generica da Graziano Crugnola si chiede al Consiglio di Stato di intervenire affinché i ricorsi respinti perché risultati evidentemente privi di fondamento e i ricorsi ritirati senza motivazione vengano “sanzionati”. Un deterrente importante e efficace potrebbe essere quello di aumentare notevolmente (definendo una percentuale sull’investimento dell’edificazione o sul valore della commessa) le spese ripetibili per quei ricorsi giudicati palesemente privi di fondamento o irricevibili. Per i ricorsi ritirati senza valida motivazione potrebbe invece essere richiesta la copertura totale delle spese amministrative fin lì sostenute. Al Consiglio di Stato si chiede anche di valutare la definizione delle spese ripetibili nel caso in cui fossero gli enti locali ad aver causato spese per aver concesso licenze edilizie che non avrebbero dovuto esserlo o viceversa, e ciò a causa di esami non sufficientemente approfonditi dell’incarto. Nel caso quindi di decisioni manifestamente errate.

L’atto parlamentare è stato sottoscritto anche dai deputati al Gran Consiglio Franco Celio, Marcello Censi, Giorgio Galusero, Walter Gianora, Giovanni Pagani, Matteo Quadranti, Fabio Schellmann, Omar Terraneo, Fabio Käppeli e Maristella Polli.