Il Cantone non vuole eccezionalmente aiutare la Monte Lema SA?

INTERROGAZIONE

Il Monte LEMA, è da sempre un luogo centrale per la  popolazione malcantonese e oltre a ciò è un’importante attrazione turistica per il nostro Cantone.

È evidente che il raggiungimento della vetta del Monte Lema - mediante funivia - rappresenti una condizione irrinunciabile per mantenerne l'attrattivitá;  ricordiamo infatti che in vetta si possono svolgere diverse discipline sia sportive che ludiche e si spazia dal rampichino, alle escursioni al parapendio nonché ad un osservatorio meteo ed un radar pure meteorologico.

Le norme di sicurezza per la seggiovia sono imperative e sempre più severe. Da un lato le disposizioni di legge e dall'altro le crescenti necessitá dell'offerta turistica costringono la Societá di gestione degli impianti a costosi investimenti.
Pensiamo che a fronte di progetti concreti e condivisi, il Cantone debba farsi carico di un aiuto finanziario straordinario che aiuti in questo particolare momento la Monte Lema SA nonché valutare per gli anni a venire un regolare sussidio annuo.

Aiuti in passato furono concessi ad altre analoghe entitá turistiche  e riteniamo pertanto che pure in questa occasione il Cantone debba marcare presenza.

In sostanza chiediamo:

Il Cantone intende farsi carico di un aiuto finanziario straordinario che aiuti in questo particolare momento la Monte Lema SA nonché valutare per gli anni a venire un regolare sussidio annuo così come avviene già per analoghi impianti?

Alessandro Cedraschi e Fabio Schnellmann, granconsiglieri PLRT

Atti parlamentari

MOZIONE 

In treno, in bus o in auto poco importa, spostarsi al lavoro o a scuola in alcuni orari – specie al mattino tra le 7.00 e le 8.00 – risulta essere problematico: auto in colonna, lavoratori in piedi sul treno e perfino studenti che non riescono a salire sul bus. Oltre a sostenere e incentivare la flessibilità del lavoro da parte di datori di lavoro pubblici e privati, occorre anche puntare su un’ottimizzazione della mobilità scolastica, in particolare attraverso un adeguamento e soprattutto una differenziazione degli orari scolastici con l’intento di alleggerire il carico di utenti nelle ore di punta, permettendo così di poter usufruire più comodamente dei mezzi pubblici, come anche di diluire il traffico privato.

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MOZIONE

Correva l’estate del 2014 quando il PLRT ha consegnato una petizione di oltre 10'000 firme (diecimila!) per chiedere la disdetta unilaterale dell'accordo sui frontalieri con l'Italia, ormai risalente al 1974. L’allora Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il 3 giugno 2014, si era impegnata a concludere un'intesa entro metà 2015, spiegando che se i negoziati fossero falliti sarebbe stata pronta ad attuare misure unilaterali come la disdetta degli accordi settoriali con l'Italia, tra cui quello che prevede che il Canton Ticino riversi il 38,8% dell'imposta alla fonte dei frontalieri allo Stato italiano (nel 2017 oltre 80 mio di franchi).

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INTERROGAZIONE

Il 1° gennaio 2020 entreranno in vigore un paio di leggi federali in ambito finanziario (400 e oltre articoli con tanto di regolamenti e ordinanze che dovranno accompagnarle). Per una buona fetta della nostra economia cantonale (gettito e posti di lavoro) non sono e non saranno una passeggiata. Mi riferisco alla legge federale sui servizi finanziari (LSerFi) e a quella sugli Istituti finanziari (LISFI) che hanno quali conseguenze che decadono, o meglio devono decadere per priorità del diritto superiore, le norme cantonali che disciplinano ancora tali ambiti.

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