Si intende lasciare la Val Cadlimo al Canton Grigioni?

INTERROGAZIONE

Lodevole Consiglio di Stato,
il sottoscritto deputato chiede se in vista della cerimonia per l'inizio ufficiale del cantiere "Ritom II", prevista per oggi, non sarebbe stato il caso di ribadire e chiedere ancora una volta la richiesta di una correzione geografica nei documenti ufficiali.

Lodevole Consiglio di Stato,
il sottoscritto deputato chiede se in vista della cerimonia per l'inizio ufficiale del cantiere "Ritom II", prevista per oggi, non sarebbe stato il caso di ribadire e chiedere ancora una volta la richiesta di una correzione geografica nei documenti ufficiali.

Scrivere testualmente che gli "impianti idroelettrici sfrutteranno acque provenienti dai Grigioni" costituisce infatti un grave errore. Come dovrebbe essere noto a tutti, specie all'autorità cantonale, la Val Cadlimo è tutta ticinese, in quanto appartenente al Comune di Quinto (TI). Purtroppo negli allegati, tanto nel sito delle FFS come in quello dell'AET, l'errore di dichiarare grigionese questa proprietàticinese continua a persistere. La percentuale delle acque ticinesi è quindi superiore al 66%, in quanto quelle provenienti dal Canton Uri vengono captate solo per periodi limitati, contabilizzati in ore.

Il Consiglio di Stato non ritiene che sarebbe stato il caso di correggere questa la citata affermazione, manifestamente errata, anche in occasione della cerimonia del primo colpo di piccone?

Se non lo si è fatto, non sarebbe imperativo provvedere in tempi brevi?

Grazie per l'attenzione,

Franco Celio, granconsigliere PLR

Atti parlamentari

MOZIONE 

In treno, in bus o in auto poco importa, spostarsi al lavoro o a scuola in alcuni orari – specie al mattino tra le 7.00 e le 8.00 – risulta essere problematico: auto in colonna, lavoratori in piedi sul treno e perfino studenti che non riescono a salire sul bus. Oltre a sostenere e incentivare la flessibilità del lavoro da parte di datori di lavoro pubblici e privati, occorre anche puntare su un’ottimizzazione della mobilità scolastica, in particolare attraverso un adeguamento e soprattutto una differenziazione degli orari scolastici con l’intento di alleggerire il carico di utenti nelle ore di punta, permettendo così di poter usufruire più comodamente dei mezzi pubblici, come anche di diluire il traffico privato.

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MOZIONE

Correva l’estate del 2014 quando il PLRT ha consegnato una petizione di oltre 10'000 firme (diecimila!) per chiedere la disdetta unilaterale dell'accordo sui frontalieri con l'Italia, ormai risalente al 1974. L’allora Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il 3 giugno 2014, si era impegnata a concludere un'intesa entro metà 2015, spiegando che se i negoziati fossero falliti sarebbe stata pronta ad attuare misure unilaterali come la disdetta degli accordi settoriali con l'Italia, tra cui quello che prevede che il Canton Ticino riversi il 38,8% dell'imposta alla fonte dei frontalieri allo Stato italiano (nel 2017 oltre 80 mio di franchi).

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INTERROGAZIONE

Il 1° gennaio 2020 entreranno in vigore un paio di leggi federali in ambito finanziario (400 e oltre articoli con tanto di regolamenti e ordinanze che dovranno accompagnarle). Per una buona fetta della nostra economia cantonale (gettito e posti di lavoro) non sono e non saranno una passeggiata. Mi riferisco alla legge federale sui servizi finanziari (LSerFi) e a quella sugli Istituti finanziari (LISFI) che hanno quali conseguenze che decadono, o meglio devono decadere per priorità del diritto superiore, le norme cantonali che disciplinano ancora tali ambiti.

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