Strada cantonale PT 406 – Un piano B per Locarnese e Gambarogno

MOZIONE

Le discussioni in Gran Consiglio sullo stanziamento di un credito di CHF 3.3 Mio per la realizzazione delle opere di semaforizzazione sulla strada cantonale PT 406 nei comuni di Cadenazzo e Gambarogno sono state molto accese.

Le discussioni in Gran Consiglio sullo stanziamento di un credito di CHF 3.3 Mio per la realizzazione delle opere di semaforizzazione sulla strada cantonale PT 406 nei comuni di Cadenazzo e Gambarogno sono state molto accese. Tutti sono coscienti che la tratta in questione è problematica e che fino a quando non verrà realizzato il tanto atteso collegamento A2-A13 il Locarnese ed il Gambarogno rimarranno pesantemente svantaggiati dal punto di vista della raggiungibilità. Va quindi trovata una soluzione immediata per migliorare la situazione. È ciò che propone la mozione di Graziano Crugnola, firmata anche da Pini, Garzoli, Pellanda e Terraneo.

La soluzione proposta dal Consiglio di Stato non ha ottenuto il necessario consenso perché ritenuta lacunosa o non sufficientemente approfondita. Da qui, con la presente mozione, nasce una proposta alternativa di approfondimento rivolta al Consiglio di Stato. Non si realizzassero misure di gestione del traffico la situazione non potrà che peggiorare a fronte del costante incremento del traffico veicolare fino all’orizzonte 2030. L’intervento proposto nella presente mozione tiene conto delle importanti necessità espresse dai Comuni direttamente coinvolti e rappresenta una via di mezzo, un piano B, tra la soluzione proposta dal lodevole Consiglio di Stato e lo statu quo (che in sostanza nessuno auspica).

In concreto, si chiede di approfondire la soluzione che prevede la posa di semafori provvisori alle entrate laterali delle attuali rotonde di Quartino-Luserte, Contone Ovest, Contone est e Cadenazzo FFS così come l’introduzione di un semaforo di dosaggio all’innesto dalla via Monte Ceneri sulla rotonda di Cadenazzo-Centro. Ciò senza alcun intervento sulle infrastrutture esistenti. In regime di traffico “normale” (quindi non sovraccaricato) i semafori sono spenti ed il traffico si regola da solo. 

La presente soluzione non ha evidentemente la pretesa di aver esaurientemente analizzato gli aspetti tecnici, legislativi e di rispetto di normative vigenti in materia di traffico. Tuttavia, riteniamo che sia una via percorribile e da approfondire ulteriormente da parte del gruppo di lavoro composto dal DT, dalla Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) e dai comuni di Cadenazzo e Gambarogno, per mettere in opera celermente le tanto auspicate misure a costi molto ridotti. 

Il Locarnese ed il Gambarogno ne hanno bisogno!

Graziano Crugnola, granconsigliere PLR

Atti parlamentari

MOZIONE 

In treno, in bus o in auto poco importa, spostarsi al lavoro o a scuola in alcuni orari – specie al mattino tra le 7.00 e le 8.00 – risulta essere problematico: auto in colonna, lavoratori in piedi sul treno e perfino studenti che non riescono a salire sul bus. Oltre a sostenere e incentivare la flessibilità del lavoro da parte di datori di lavoro pubblici e privati, occorre anche puntare su un’ottimizzazione della mobilità scolastica, in particolare attraverso un adeguamento e soprattutto una differenziazione degli orari scolastici con l’intento di alleggerire il carico di utenti nelle ore di punta, permettendo così di poter usufruire più comodamente dei mezzi pubblici, come anche di diluire il traffico privato.

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MOZIONE

Correva l’estate del 2014 quando il PLRT ha consegnato una petizione di oltre 10'000 firme (diecimila!) per chiedere la disdetta unilaterale dell'accordo sui frontalieri con l'Italia, ormai risalente al 1974. L’allora Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il 3 giugno 2014, si era impegnata a concludere un'intesa entro metà 2015, spiegando che se i negoziati fossero falliti sarebbe stata pronta ad attuare misure unilaterali come la disdetta degli accordi settoriali con l'Italia, tra cui quello che prevede che il Canton Ticino riversi il 38,8% dell'imposta alla fonte dei frontalieri allo Stato italiano (nel 2017 oltre 80 mio di franchi).

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INTERROGAZIONE

Il 1° gennaio 2020 entreranno in vigore un paio di leggi federali in ambito finanziario (400 e oltre articoli con tanto di regolamenti e ordinanze che dovranno accompagnarle). Per una buona fetta della nostra economia cantonale (gettito e posti di lavoro) non sono e non saranno una passeggiata. Mi riferisco alla legge federale sui servizi finanziari (LSerFi) e a quella sugli Istituti finanziari (LISFI) che hanno quali conseguenze che decadono, o meglio devono decadere per priorità del diritto superiore, le norme cantonali che disciplinano ancora tali ambiti.

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