Comunicati

Non passa giorno senza che la tecnologia blockchain faccia parlare di sé, nel bene e nel male. Proprio nell’ottica di prevenire potenziali rischi legati alle criptovalute, il Consiglio nazionale ha approvato oggi - contro il parere del Consiglio federale - una mozione del Consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini, che chiede strumenti adeguati alle nuove esigenze di sicurezza e trasparenza dettate dalla diffusione di questi strumenti finanziari. Nel concreto, Merlini ha chiesto l'adeguamento delle normative concernenti gli strumenti a disposizione delle autorità penali, amministrative e civili in ambito procedurale, affinché essi siano applicabili anche alle criptovalute e non soltanto alle cose, ai crediti, ai diritti e ai dati informatici.

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La Seco ha confermato l’adempimento dei quorum per decretare l’obbligatorietà generale del Contratto collettivo della vendita in Ticino - frutto anche della mediazione del Consigliere di Stato PLRT e direttore del DFE, Christian Vitta - e condizione necessaria per l’entrata in vigore della nuova legge.
 

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Dopo gli Stati, anche il Consiglio nazionale ha approvato oggi la mozione per l’introduzione dell’istituto giuridico del trust nell’ordinamento svizzero, coronando così gli sforzi che negli ultimi anni il Consigliere nazionale PLR Giovanni Merlini (con un postulato) e il collega Fabio Regazzi (con un’iniziativa parlamentare generica) hanno congiuntamente dedicato a questo scopo. Per la nostra piazza finanziaria si tratta così di eliminare un importante svantaggio competitivo rispetto ad altre piazze europee. Un segnale concreto a favore dell’intero settore.

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L’obiettivo dell’investimento da 47 milioni per la digitalizzazione nelle scuole è chiaro e condivisibile: permettere l’adeguamento della tecnologia e dei sistemi informatici – come accesso alla rete, PC, beamer e lavagne interattive, badge e stampanti multifunzionali – per garantire un insegnamento di qualità in tutte le scuole cantonali (scuole medie, scuole medie superiori e scuole professionali).

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Il Consiglio nazionale ha votato oggi 153 voti contro 53 e 2 astensioni a favore della proroga fino alla fine del 2024 del tasso d'interesse massimo fisso di 110 franchi per chilowatt di potenza lorda (kW lordo) sui canoni d’acqua, che sarebbe stato valido solo fino alla fine del 2019. La Camera del popolo ha così seguito il Consiglio degli Stati, che lo scorso settembre aveva già deciso in tal senso. Una decisione importante per il Ticino che ogni anno incassa oltre 55 milioni di franchi attraverso lo sfruttamento delle sue risorse idriche.

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