La decisione del Consiglio federale di rinviare al 2030 l’adeguamento del sistema di calcolo della perequazione finanziaria intercantonale è inaccettabile. Questo rinvio condanna il Ticino a subire per altri quattro anni un meccanismo che sovrastima la sua forza finanziaria e non riconosce adeguatamente il peso dei frontalieri, degli oneri di frontiera e delle specificità strutturali del nostro Cantone. Nel calcolo vengono inclusi i redditi generati dall'imposta alla fonte, ma non il peso reale dei lavoratori frontalieri sul territorio. Questo significa che il Ticino appare, sulla carta, più "ricco" di quanto non sia nella realtà: i frontalieri generano pressione sui servizi pubblici, sulle infrastrutture, sul traffico e sul mercato del lavoro, senza che questo costo aggiuntivo venga adeguatamente riconosciuto nel calcolo perequativo.
Mentre a livello nazionale i versamenti complessivi della perequazione aumentano e diversi Cantoni beneficiari possono permettersi sgravi fiscali, il Ticino deve continuare a confrontarsi con conti in rosso e misure di risanamento. È una situazione che non è più tollerabile e che mette a rischio la coesione nazionale: i ticinesi non possono essere chiamati ancora una volta a “tirare la cinghia” a causa di un sistema federale che ne sottovaluta sistematicamente le difficoltà. Ricordiamo che lo stesso Consiglio federale ha riconsciuto l’anomalia, mettendo in consultazione una modifica dell’ordinanza che avrebbe dovuto portare 9 milioni di franchi aggiuntivi al Ticino a partire dal 2027.
Il PLRT non contesta il principio di solidarietà intercantonale, ma chiede che sia basato su criteri equi e aggiornati alla realtà economica e demografica del Paese. Per questo il partito sollecita una riforma della perequazione già nella prossima legislatura federale, con una correzione anticipata del sistema di calcolo che tenga finalmente conto del reale impatto dei frontalieri e degli oneri sopportati dai Cantoni di frontiera. Non è più accettabile che il Ticino debba accontentarsi di 98 milioni, mentre Cantoni come i Grigioni o il Vallese incassano annualmente rispettivamente 210 e 862 milioni di franchi. Non si tratta, insomma, di rivendicazioni infondate o piagnistei nei confronti di Berna. Ci troviamo di fronte a ragioni oggettive.
Il PLRT chiede inoltre alla deputazione ticinese alle Camere federali a fare fronte comune per evitare che il tema venga ancora una volta rinviato e di difendere con determinazione gli interessi del nostro Cantone a Berna. Il Ticino non può continuare a essere il grande penalizzato di una perequazione che, così com’è, non è né giusta né sostenibile.