Il Locarnese e le sue scommesse strategiche - L'editoriale del 21 febbraio

Molti ci invidiano il fascino unico della nostra regione. E non solo per il suo paesaggio mozzafiato, ma anche per ciò che offre: dal Filmfestival, alle Settimane musicali di Ascona e agli altri concerti di musica classica, pop e jazz, alle rassegne che promuovono tutte le espressioni artistiche, come pure l’enogastronomia, la botanica e molto altro.

Molti ci invidiano il fascino unico della nostra regione. E non solo per il suo paesaggio mozzafiato, ma anche per ciò che offre: dal Filmfestival, alle Settimane musicali di Ascona e agli altri concerti di musica classica, pop e jazz, alle rassegne che promuovono tutte le espressioni artistiche, come pure l’enogastronomia, la botanica e molto altro. Questa vitalità incoraggiante non ci esonera però dal mantenere un occhio vigile sulle piste di sviluppo del nostro territorio e sulla sua capacità di aggiornare in continuazione la sua offerta turistica. Intravvedo tre scommesse strategiche per il Locarnese.

La prima riguarda il nostro territorio: custodiamo un patrimonio naturale e antropico di grande richiamo: non possiamo permetterci di sciuparlo. Purtroppo qualche oltraggio evitabile è stato inferto al tessuto urbano ed è urgente scongiurare ulteriori interventi deturpanti. I Comuni della regione e il Cantone stanno mostrando al riguardo un’accresciuta sensibilità a questo riguardo, densificando e monitorando – dove è ancora possibile – qualità e impatto delle costruzioni, spazi pubblici e verde urbano. In parallelo le valli locarnesi stanno adoperandosi per scongiurare la loro musealizzazione grazie ai cosiddetti masterplan: piani di sviluppo che raccolgono, coordinano e realizzano progetti di sviluppo non solo per residenti e turisti, ma anche per le attività economiche sostenibili, coniugando innovazione e tradizione. Anche Berna dà il suo contributo in questo ambito con il rinnovato credito-quadro per il Fondo svizzero del paesaggio, che finanzia progetti a salvaguardia degli insediamenti tradizionali, molti dei quali si trovano proprio nella nostra regione.

La seconda sfida è quella dei poli di sviluppo: una regione prospera anche grazie ad attività industriali e aziendali innovative e sostenibili. Il settore dell’audiovisivo, grazie al Filmfestival, al Palacinema, al CISA e alla Ticino Film Commission sta diventando una realtà sempre più solida. Ma il Locarnese deve anche sapersi diversificare, come nell’ambito dell’innovazione tecnologica con LocarnoTech, sfruttando stabilimenti industriali già esistenti e fornendo stimoli al settore dell’audiovisivo. Anche l’idea, rilanciata negli ultimi tempi, di inaugurare una scuola alberghiera è tutt’altro che peregrina, soprattutto se includerà una specializzazione in ambito enogastronomico.

Il terzo piano è invece quello della mobilità. Una regione che voglia ambire ad essere sempre più attrattiva e prospera deve essere fluida, anche nel traffico: investire nella mobilità pubblica e privata, compresa quella lenta, significa migliorare la qualità di vita e la protezione dell’ambiente, promuovendo di pari passo una sana crescita economica. Con il Piano di agglomerato di terza generazione, il Locarnese ha meritato l’apprezzamento e il sostegno della Confederazione e dal 2021 il potenziamento del trasporto pubblico previsto dal Cantone comporterà un vero cambio di marcia. L’apertura del Ceneri offre nuove opportunità di sviluppo per il Locarnese: ma si tratta di saperle cogliere, governando le dinamiche insediative, demografiche e lavorative. E la nostra frammentazione comunale non ci aiuta: il coordinamento e la collaborazione tra gli enti pubblici, con una visione d’insieme regionale, saranno quindi a maggior ragione determinanti. Il Locarnese ha le tutte le risorse per essere l’artefice del suo futuro.

Giovanni Merlini