Per il PLR è assodato che la 13ª AVS verrà erogata per la prima volta già quest’anno. È però altrettanto chiaro che il Parlamento ha sbagliato approccio per quanto riguarda il suo finanziamento. Con un aumento dell’IVA dello 0,4%, si rendono i consumi ancora più costosi. Eppure, il fatto che l’IVA svizzera fosse relativamente sostenibile rispetto a Paesi come la Francia (20%) e la Germania (19%) ha sempre costituito un elemento importante del modello svizzero di successo. Oggi, però, la Berna federale sta perdendo ogni senso della misura e mette ancora più profondamente le mani nelle tasche delle cittadine e dei cittadini. L’aumento delle imposte deciso oggi dal centro-sinistra è peraltro solo il primo di una lunga serie.
Si profilano nuovi aumenti delle imposte
Ora l’IVA dovrà aumentare dello 0,4% perché la consigliera federale socialista Elisabeth Baume-Schneider si rifiuta di stabilizzare l’AVS in modo duraturo. È previsto inoltre un aumento dello 0,2% dei contributi salariali a favore dell’AI. Inoltre, è previsto un nuovo aumento dell’IVA, probabilmente dello 0,5%, anche per la modernizzazione dell’esercito – semplicemente perché gli altri partiti non vogliono adottare misure di efficienza. A questo seguirà immediatamente un terzo aumento dell’IVA, ancora una volta a favore dell’AVS, come già annunciato dal Consiglio federale a maggio.
E alla fine, è il ceto medio a pagare
Per il ceto medio svizzero, ciò significa subire nuove restrizioni nella vita quotidiana, sia a livello di consumi correnti sia di tempo libero. Questo aumento del costo della vita arriva proprio in un momento in cui l’instabilità economica e geopolitica è forte e i costi energetici sono in aumento. Ricordiamo inoltre che la Confederazione incassa già 90 miliardi di franchi all’anno e che questa cifra raggiungerà addirittura i 98 miliardi di franchi entro la fine di questo decennio, ovvero un incasso più elevato che mai.
Un duro colpo per le PMI
La truffa dell’IVA è particolarmente problematica per le PMI e le aziende. Un’IVA più elevata riduce il potere d’acquisto della popolazione, indebolendo così la domanda di prodotti e servizi. Per perdere il minor numero possibile di clienti, molte imprese non hanno altra scelta che ridurre i propri margini. Le PMI esportatrici sono particolarmente colpite: devono rifornirsi a prezzi più elevati sul mercato interno e non possono trasferire tutti i costi sui consumatori all’estero, pena la perdita della loro competitività. Inoltre, ogni aumento dell’IVA comporta costi amministrativi per le PMI, il che rende la tattica del «salame» in corso ancora più irresponsabile e dannosa.
Proteggiamo il ceto medio
Le famiglie, le persone a basso reddito e i pensionati si ritrovano così con meno soldi in tasca, perché il centro-sinistra ha deciso di aumentare le tasse. L’aumento dell’IVA approvato oggi, è stato anche sostenuto da dissidenti del gruppo parlamentare dell’UDC. La Berna federale si rifiuta di adottare misure di efficienza, preferendo lasciare il conto da pagare ai cittadini e alle cittadine.
Il PLR combatterà questa spirale fiscale con ogni mezzo. Fortunatamente, qualsiasi aumento dell’IVA richiede una modifica della Costituzione federale. Il popolo può quindi ancora porre fine a questa truffa, nascosta nei continui aumenti dell’IVA. A fianco della popolazione, il PLR si impegnerà con determinazione a favore del NO e impedirà che il costo della vita quotidiana continui a salire.
Diciamo NO alla truffa dell'IVA! Impegnatevi subito
Cliccate qui per aderire all'Alleanza «NO all'aumento delle tasse» del PLR. Presto verrà istituito un comitato per il NO per impedire la truffa dell'IVA.