Per una strategia cantonale di adattamento climatico nelle scuole

MOZIONE

Premessa
Negli ultimi anni, la crescente frequenza delle ondate di calore riporta al centro il tema di quanto anche gli edifici pubblici siano davvero pronti ad affrontare temperature sempre più elevate, per periodi sempre più lunghi. L’attenzione finora si è giustamente concentrata sugli ospedali, sulle case per anziani e sulle persone più fragili, che sono le prime a subirne le conseguenze (v. l’ interpellanza n. 2645 del sottoscritto: Canicola nelle strutture sanitarie e nelle case per anziani: quali misure urgenti per il benessere di collaboratori, pazienti e ospiti)?

La questione merita tuttavia di essere estesa anche al patrimonio edilizio scolastico. Durante i periodi di caldo intenso – che ormai concernono anche periodi ancora inclusi nel calendario delle lezioni – temperature elevate nelle aule possono incidere negativamente sul benessere, sulla concentrazione, sulla salute e, di conseguenza, sulle condizioni di apprendimento degli allievi e di lavoro per il corpo docente.

In Ticino la temperatura media è già aumentata e le ondate di calore sono destinate a divenire più frequenti, intense e durature. Se in passato, i primi episodi di canicola coincidevano spesso con le vacanze scolastiche, oggi non è raro confrontarsi con giornate molto calde già a metà maggio e in giugno, oppure al rientro delle vacanze, all’inizio di settembre.

È pertanto necessario che gli edifici pubblici di nuova realizzazione, o sottoposti a importanti interventi di rinnovo, siano progettati tenendo conto non soltanto delle condizioni climatiche attuali, ma anche di quelle prevedibili per i prossimi decenni. Anche considerando possibili cambiamenti nell’assetto scolastico, a partire dal tema delle modifiche al calendario per favorire la conciliabilità lavoro-famiglia.

Contesto
Il Cantone sta investendo in modo importante nell’edilizia scolastica. Diversi progetti concernenti scuole medie, licei, scuole professionali e comparti scolastici sono in fase di pianificazione, progettazione, realizzazione o rinnovo. Si tratta di investimenti destinati a durare molti decenni, ragione per cui appare opportuno verificare sin d’ora che le soluzioni progettuali adottate garantiscano un adeguato comfort estivo nelle aule, negli spazi comuni e nei luoghi di lavoro.

Il problema è già concreto anche in Ticino. Ad esempio, la scuola elementare dei Saleggi di Locarno è stata inclusa nel progetto pilota federale «Fa caldo a scuola»[1], dedicato agli effetti delle ondate di calore sugli allievi e al personale scolastico. Nel maggio 2026, presso le scuole comunali di Locarno sono state rilevate temperature superiori a 30°C, con evidenti difficoltà nello svolgimento delle normali attività didattiche. Bere di più, arieggiare al mattino o spostare occasionalmente le lezioni all’aperto sono accorgimenti utili nell’immediato, ma non possono sostituire interventi strutturali negli edifici.

Ulteriori esempi[2] dimostrano che una progettazione più attenta è possibile. Il liceo provvisorio di Bellinzona dispone di aria condizionata in tutti gli spazi e, secondo quanto comunicato, nei licei ristrutturati di Bellinzona e Lugano saranno integrati sistemi di raffreddamento e un migliore isolamento contro il calore. Sono segnali positivi, ma proprio per questo vale la pena chiedersi se questi criteri siano applicati in modo coerente e sistematico a tutto il patrimonio scolastico cantonale.

Anche altri Cantoni si stanno muovendo. Nel Canton Vaud, dal 2021, dieci misure di adattamento climatico sono state integrate nelle norme e raccomandazioni per la costruzione di edifici scolastici e la sistemazione dei sedimi esterni. Il Cantone ha inoltre avviato un monitoraggio della qualità dell’aria nelle scuole obbligatorie attraverso apparecchi di misurazione del CO2 messi a disposizione degli istituti e sta sostenendo la vegetazione e la deimpermeabilizzazione dei cortili scolastici per contrastare le isole di calore.[3] Sono esempi concreti di come il tema possa essere affrontato non soltanto quando l’emergenza si presenta, ma già nella progettazione degli edifici e dei loro spazi esterni.

Le soluzioni passive devono naturalmente essere considerate in via prioritaria: schermature solari esterne, ventilazione notturna, corretta progettazione delle facciate, inerzia termica, alberature, superfici verdi e sistemazione adeguata degli spazi esterni. Sono interventi che possono migliorare il benessere senza tradursi automaticamente in maggiori consumi energetici. In determinate situazioni, specialmente negli edifici più esposti, tali misure non sono sufficienti.

Anche laddove non si intenda installare da subito un sistema di raffrescamento, sarebbe opportuno predisporre gli edifici affinché un eventuale intervento futuro possa essere realizzato in modo semplice, sostenibile e finanziariamente ragionevole. Prevedere già oggi spazi tecnici, canalizzazioni, riserve di potenza elettrica e infrastrutture idrauliche può evitare domani inteventi più invasivi, complessi e costosi su edifici appena rinnovati.

Il tema è infine strettamente collegato alla produzione di energia fotovoltaica. I nuovi edifici scolastici sono chiamati a dotarsi di impianti solari importanti, mentre il maggiore fabbisogno di raffrescamento tende a concentrarsi proprio nelle ore più soleggiate e calde. Appare quindi sensato valutare se una parte dell’energia prodotta possa essere utilizzata direttamente per migliorare il comfort di allievi e docenti, favorendo l’autoconsumo e riducendo l’immissione in rete nei momenti di maggiore produzione.

Per queste ragioni, si chiede al Lodevole Consiglio di Stato di:

  1. Elaborare una strategia cantonale, accompagnata da linee guida, per la progettazione, il rinnovo e il risanamento degli edifici scolastici cantonali. La strategia dovrà garantire un adeguato comfort termico estivo (benessere termico), prevenire il surriscaldamento delle aule e tenere conto delle condizioni climatiche attese nei prossimi decenni, privilegiando soluzioni efficaci, efficienti e sostenibili.

  2. Fare in modo che, nei nuovi edifici scolastici e nei risanamenti più rilevanti, in parallelo alle necessarie misure passive di protezione dal calore, siano installati impianti di raffrescamento efficienti oppure, qualora ciò non fosse possibile sin dall’inizio, siano almeno predisposte tutte le infrastrutture tecniche necessarie per una loro successiva installazione semplice e sostenibile. Dovrà inoltre essere considerata l’integrazione tra produzione fotovoltaica, autoconsumo e fabbisogno energetico estivo.

  3. Allestire un quadro delle sedi scolastiche cantonali più esposte al surriscaldamento estivo, indicando le priorità d’intervento, le possibili misure di adattamento, una stima dei costi e un calendario di attuazione.

Alessandro Speziali, per il Gruppo PLR, 31 agosto 2026