Modifica del processo di nomina dei Procuratori pubblici

INIZIATIVA PARLAMENTARE
Presentata nella forma generica secondo l’art. 103 LGC da Marco Bertoli per il Gruppo PLR

Immanuel Kant diceva che “Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto”. Parafrasandolo, è opportuno che le modalità di nomina dei Procuratori Pubblici si adeguino ai tempi. E così deve fare anche il Gran Consiglio ticinese  la cui stella polare deve essere la qualità delle persone e del lavoro della Giustizia ticinese.

L’attuale struttura di nomina dei Procuratori pubblici è diventata sempre più laboriosa, sebbene l’importanza di avere una Magistratura competente e autorevole, che possa esercitare in totale indipendenza la sua attività giudiziaria, si fa sempre più impellente.

Negli ultimi anni il sistema di nomina attuale (basato sul noto "Manuale Cencelli") ha dimostrato tutti i suoi limiti. L'elezione di tutti i Procuratori pubblici da parte del Gran Consiglio, basata principalmente sulla ripartizione delle cariche tra i partiti, risulta difficoltosa e talvolta ha relegato in secondo piano le competenze e le esperienze dei candidati Procuratori pubblici. I motivi sono diversi e discendono ad esempio dal numero di Procuratori pubblici che, per fronteggiare l’incremento e la complessità dei casi, èaumentato: non sempre una rigorosa chiave di ripartizione permette di individuare e nominare le migliori figure professionali.

Si aggiunga che oggi la società stessa non si distingue più in ideologie e aree di pensiero codificabili in pochi e storici partiti. Il “Manuale Cencelli”, che inizialmente voleva garantire una certa rappresentatività di sensibilità e pensiero, è ormai superato: oggi non è più infatti sufficiente avere nella Magistratura inquirente un'equa rappresentazione partitica (ormai non più specchio della società), bensì è fondamentale avere magistrati che, pur avendo per definizione sentimenti sociologici propri, sappiano essere efficaci e fare al meglio l'importante funzione che sono chiamati a svolgere. Una mera ripartizione aritmetica non porta più alcun beneficio al buon funzionamento della giustizia; anzi, l’attuale percorso di nomina tende a esacerbare e complicare il rapporto politico tra partiti

È quindi necessario intraprendere dei correttivi per una più efficiente organizzazione dell’apparato giudiziario, che possa quindi tradursi in una giustizia giusta, davvero al servizio dei cittadini e di uno Stato di diritto degno di questo nome – evitando strumentalizzazioni e politicizzazioni mediatiche che talvolta minano da subito la serenità di candidati e nominati.

Le competenze di un Procuratore pubblico sono prioritarie, poiché tra i suoi compiti figurano, in particolare, la direzione della procedura preliminare, il perseguimento dei reati e la promozione dell’accusa. Il Procuratore pubblico è dunque chiamato anche a proporre misure importanti quali la carcerazione preventiva, misura incisiva e grave che tocca e limita l’essenza della libertà di movimento di una persona. In casi, forse di minor impatto diretto sull’autore, che sono peraltro molto più numerosi, occorrono competenze diverse: celerità e pragmatismo. Per poter proporre misure repressive e per essere efficaci, è importante che chi lo faccia disponga delle necessarie competenze specifiche con riferimento alla tipologia di reati affinché possa limitare il rischio di errore e prendere decisioni con un elevato grado di sicurezza, rispettivamente procedere celermente.

Secondo la legge sull’organizzazione giudiziaria i magistrati dell’ordine giudiziario sono eletti dal Gran Consiglio previo concorso pubblico, ad eccezione dei giudici di pace e dei loro supplenti che sono eletti dal popolo nei circondari elettorali corrispondenti alla loro giurisdizione.

Attualmente il Procuratore generale, ai sensi dell’art. 65 cpv. 2 LOG, designa, tra i procuratori pubblici, due procuratori generali sostituti ed eventuali procuratori pubblici capo, che dirigono le sezioni e le sottosezioni del Ministero pubblico.

Al fine di rafforzare il ruolo del Procuratore generale e dei Magistrati che sono designati a condurre le sezioni del Ministero Pubblico, ed in questo modo ottenere migliore efficacia dell’autorità di perseguimento penale, è necessario istituire l’organo della Direzione del Ministero Pubblico, una sorta di Ufficio della Procura Pubblica, composta dal Procuratore generale e da quattro Procuratori capo, l’uno sostituto del Procuratore generale, ciascuno a capo di una di quattro sezioni del Ministero Pubblico, suddivise per materia, reati finanziari e di polizia, al cui interno, per numero e complessità di casistica, e di riflesso di competenze, si giustifica la divisione tra fattispecie di competenza delle Assise Criminali e Correzionali. Questo organo, composto da cinque magistrati, sarebbe poi chiamato a nominare i Procuratori Pubblici, che comunque devono poi essere posti nella condizione di poter agire autonomamente nell'ambito dei procedimenti di competenza.

Il sistema di nomina della "Direzione del Ministero pubblico/Ufficio della Procura Pubblica" non è nuovo: esso è infatti similmente previsto a livello federale per quanto riguarda il Ministero Pubblico della Confederazione, dove l’Assemblea federale elegge il Procuratore generale della Confederazione, che a sua volta elegge i Procuratori federali a lui subordinati.

Anche a livello cantonale simile sistema di elezione è già conosciuto ad esempio nel Cantone di Basilea-Città.

Questo cambiamento nelle modalità di nomina dei Procuratori pubblici da parte della Direzione del Ministero Pubblico permetterebbe di limitare la possibile difficoltà di individuare Magistrati solo per la componente politica, permettendo di conseguenza che la funzione sia attribuita incentrando la scelta sulle competenze tecniche e professionali.

La componente sociologica e ideologica del Ministero Pubblico, specchio della società, rimarrebbe salvaguardato dalla nomina della Direzione ad opera del Gran Consiglio.

Nel sistema qui proposto, a garantire la giusta vigilanza sull’operato della Direzione del Ministero Pubblico, le decisioni della Direzione sulla scelta e sull'impiego delle risorse dovrebbero essere soggette all'approvazione del Dipartimento competente.

Sulla scorta delle considerazioni di cui sopra, a garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale, si chiede pertanto che la legislazione cantonale sia modificata nel senso di:

  • creare i giusti preposti di legge affinché il Ministero Pubblico venga diretto dal Procuratore generale, coadiuvato da quattro altri membri della Direzione del Ministero Pubblico
  • attribuire la competenza di nomina della Direzione del Ministero Pubblico al Gran Consiglio;
  • sopprimere la competenza generale del Gran Consiglio quale autorità di nomina di tutti i Procuratori pubblici;
  • attribuire la competenza di nomina dei Procuratori pubblici alla Direzione del Ministero Pubblico;
  • adeguare laddove necessario l’intera legislazione sull’organizzazione giudiziaria.

Marco Bertoli
Per il Gruppo PLR
6 dicembre 2021

Atti parlamentari

INTERROGAZIONE

Leggi tutto

MOZIONE

Leggi tutto

INIZIATIVA PARLAMENTARE
Presentata nella forma generica secondo l’art. 103 LGC da Marco Bertoli per il Gruppo PLR

Leggi tutto