Perchè tutti rispettino le regole: avviare un progetto per una lotta efficace agli abusi nell'ambito delle società bucalettere

MOZIONE

La Svizzera attira molte società grazie alle sue condizioni quadro favorevoli: pressione fiscale competitiva, quadro giuridico stabile e amministrazione pubblica efficiente, burocrazia limitata, ecc. Un fenomeno che ha portato sviluppo economico e benessere a tutto il Cantone. Se è vero che la maggior parte delle imprese si comporta correttamente, e che eventuali fallimenti sono da ascrivere al normale rischio imprenditoriale, è altrettanto vero che nella lotta alle mele marce deve essere messo in campo uno sforzo coordinato ed efficace, questo a tutela proprio di tutti gli imprenditori onesti.

La Svizzera attira molte società grazie alle sue condizioni quadro favorevoli: pressione fiscale competitiva, quadro giuridico stabile e amministrazione pubblica efficiente, burocrazia limitata, ecc. Un fenomeno che ha portato sviluppo economico e benessere a tutto il Cantone. Se è vero che la maggior parte delle imprese si comporta correttamente, e che eventuali fallimenti sono da ascrivere al normale rischio imprenditoriale, è altrettanto vero che nella lotta alle mele marce deve essere messo in campo uno sforzo coordinato ed efficace, questo a tutela proprio di tutti gli imprenditori onesti.

Il tema dei furbetti che abusano del nostro sistema economico liberale per trarre profitti infrangendo le regole è da anni ormai regolarmente al centro del dibattito politico. In questo contesto più volte negli scorsi mesi si è discusso dell’adozione di misure puntuali per contrastare la diffusione di società "ombra" o "bucalettere" o, in generale, società che si insediano in Ticino per scopi illeciti.

La stragrande maggior parte delle società, siano queste con o senza dipendenti, hanno scopi perfettamente leciti e sono un tassello importante per la nostra economia. La cronaca ha mostrato che vi sono società che abusano del nostro ordinamento per finalità illecite: truffe, frodi fiscali internazionali, riciclaggio, fallimenti programmati per ottenere ingenti indennità di disoccupazioni e prestazioni assistenziali per parenti e amici ecc. gettano ombre e creano costi al nostro cantone. La facilità con cui si possono creare società, domiciliarle presso una persona fisicia o una società, traslocare da un cantone all’altro sono un segno di efficienza che può purtroppo essere anche usato per nascodere e rendere meno rintracciabili eventuali truffe di vario tipo.

La lotta contro questi fenomeni deve essere una priorità per la politica cantonale.

Il Consiglio federale, come si evince dalla risposta all’interpellanza 18.3453 di Giovanni Merlini, indica come le imprese che si fanno iscrivere nel registro di commercio devono indicare un domicilio legale e nel luogo del domicilio legale deve essere garantita un'offerta di prestazioni amministrative. L'impresa deve quindi essere fisicamente raggiungibile per le autorità e i clienti. Una semplice bucalettere o una casella postale non bastano come domicilio legale ai sensi del diritto del registro di commercio. Il Consiglio federale ritiene tuttavia superfluo un obbligo di notifica delle autorità del registro di commercio alle autorità di vigilanza o agli organismi di autodisciplina. Quest’ultimi sono pertanto liberi di fare ricerche secondo determinati criteri. Taluni Comuni – come ad esempio Stabio – si sono dotati di prassi proprie, una sorta di “modus operandi” che permette di avere il polso della quotidianità locale e controllare così l’arrivo di nuove società sul territorio. E il punto di partenza è proprio quel Registro di commercio che sancisce l’ufficialità nell’esistenza della nuova ditta.

In questo contesto è quindi importante che a livello cantonale si sviluppi una strategia coordinata che coinvolga i diversi attori interessati, rispettivamente i due piani istituzionali. Allo scopo di sviluppare, valutare e implementare delle misure volte a contrastare questo tipo di attività e a prevenire fenomeni illeciti, con la presente mozione chiediamo al Consiglio di Stato di:

  1. Lottare contro le strutture che, agendo illecitamente, praticano una concorrenza sleale e approfittano del nostro sistema;
  2. Migliorare la collaborazione tra i vari attori in favore di un modello di lotta a questi fenomeni più efficace ed efficiente;
  3. Valorizzare il ruolo di primo piano dei Comuni quale livello istituzionale che conosce e controlla il territorio.

A tal proposito s’invita il lodevole Consiglio di Stato a coinvolgere Comuni, Uffici cantonali, Associazioni interessate (in particolare nell’ambito fiduciario-finanziario) e Magistratura in progetto per individuare delle misure e definire un piano d’azione condiviso per i vari enti coinvolti e al fine di migliorarne la collaborazione e l'efficacia di intervento nella lotta a questi fenomeni.

Alex Farinelli
Per il Gruppo PLR

Atti parlamentari

MOZIONE 

In treno, in bus o in auto poco importa, spostarsi al lavoro o a scuola in alcuni orari – specie al mattino tra le 7.00 e le 8.00 – risulta essere problematico: auto in colonna, lavoratori in piedi sul treno e perfino studenti che non riescono a salire sul bus. Oltre a sostenere e incentivare la flessibilità del lavoro da parte di datori di lavoro pubblici e privati, occorre anche puntare su un’ottimizzazione della mobilità scolastica, in particolare attraverso un adeguamento e soprattutto una differenziazione degli orari scolastici con l’intento di alleggerire il carico di utenti nelle ore di punta, permettendo così di poter usufruire più comodamente dei mezzi pubblici, come anche di diluire il traffico privato.

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MOZIONE

Correva l’estate del 2014 quando il PLRT ha consegnato una petizione di oltre 10'000 firme (diecimila!) per chiedere la disdetta unilaterale dell'accordo sui frontalieri con l'Italia, ormai risalente al 1974. L’allora Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, il 3 giugno 2014, si era impegnata a concludere un'intesa entro metà 2015, spiegando che se i negoziati fossero falliti sarebbe stata pronta ad attuare misure unilaterali come la disdetta degli accordi settoriali con l'Italia, tra cui quello che prevede che il Canton Ticino riversi il 38,8% dell'imposta alla fonte dei frontalieri allo Stato italiano (nel 2017 oltre 80 mio di franchi).

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INTERROGAZIONE

Il 1° gennaio 2020 entreranno in vigore un paio di leggi federali in ambito finanziario (400 e oltre articoli con tanto di regolamenti e ordinanze che dovranno accompagnarle). Per una buona fetta della nostra economia cantonale (gettito e posti di lavoro) non sono e non saranno una passeggiata. Mi riferisco alla legge federale sui servizi finanziari (LSerFi) e a quella sugli Istituti finanziari (LISFI) che hanno quali conseguenze che decadono, o meglio devono decadere per priorità del diritto superiore, le norme cantonali che disciplinano ancora tali ambiti.

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