Premi di cassa malati: interveniamo sui costi

MOZIONE

Per una strategia cantonale di contenimento della spesa sanitaria

I premi di cassa malati rappresentano ormai da molti anni una delle principali preoccupazioni economiche delle economie domestiche ticinesi. Il loro continuo aumento incide direttamente sul potere d’acquisto delle famiglie e del ceto medio e genera, parallelamente, una pressione crescente anche sulle finanze pubbliche.

Il 2026 ne è un esempio particolarmente evidente. In Ticino l’aumento medio dei premi ha raggiunto il 7,1%, a fronte di una media svizzera del 4,4%. Per gli adulti l’incremento è stato del 6,9%, per i giovani adulti del 7,3% e per i minorenni del 7,7%. Il nostro Cantone ha così registrato uno degli aumenti più marcati a livello nazionale.

E le prime previsioni per il 2027 non lasciano intravedere una vera tregua: secondo la stima pubblicata da bonus.ch l’8 settembre 2026, a livello svizzero i premi dell’assicurazione di base potrebbero aumentare mediamente di un ulteriore 4,5–5%.

La riduzione individuale dei premi rappresenta uno strumento sociale indispensabile e deve continuare a garantire un sostegno mirato a chi ne ha bisogno. Tuttavia, rispondere alla crescita dei premi unicamente aumentando i sussidi significa trasferire una quota sempre maggiore della medesima fattura dagli assicurati ai contribuenti, senza incidere sulle cause che alimentano l’aumento della spesa sanitaria.

Per questo motivo la politica non può limitarsi a compensare gli effetti degli aumenti: deve intervenire, laddove dispone delle competenze e degli strumenti necessari, anche sull’evoluzione dei costi.

La qualità e l’accessibilità delle cure devono rimanere prioritarie. Contenere la crescita della spesa non significa razionare le prestazioni, ma utilizzare meglio le risorse disponibili, ridurre inefficienze e capacità ridondanti, migliorare il coordinamento e favorire le prestazioni che producono un reale beneficio per i pazienti.

Una spirale che pesa anche sulle finanze pubbliche

L’evoluzione della spesa per la riduzione dei premi mostra chiaramente la portata del problema. Considerando la RIPAM ordinaria e la presa a carico dei premi per i beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI, la spesa complessiva è passata da 307,7 milioni di franchi nel 2020 a 426,0 milioni nel 2025. Per il 2026 è prevista una spesa di 453,5 milioni.

In sei anni si tratta di quasi 146 milioni di franchi in più, pari a circa il 47%.

Il sostegno attraverso la riduzione dei premi rimane indispensabile. Ma una politica sostenibile non può limitarsi a finanziare gli effetti dell’aumento dei costi: deve anche cercare di governarne l’evoluzione.

Particolarmente esposto è il ceto medio, che contribuisce pienamente al finanziamento del sistema ma beneficia poco o per nulla della RIPAM. Per queste economie domestiche, ogni nuovo aumento si traduce direttamente in una riduzione del reddito disponibile.

Conoscere i costi per poter intervenire

Per intervenire efficacemente occorre innanzitutto sapere dove e perché i costi aumentano.

A livello federale esiste già un monitoraggio periodico dell’evoluzione dei costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, con dati suddivisi anche per Cantone e gruppo di prestazioni. Questi dati possono costituire la base per un monitoraggio ticinese facilmente accessibile e comprensibile, che permetta ai cittadini, alla politica e agli stessi attori della sanità di conoscere tempestivamente l’andamento della spesa.

Non si tratta quindi di creare nuove strutture burocratiche, ma di utilizzare e valorizzare sistematicamente informazioni già disponibili, completandole periodicamente con un’analisi delle ragioni alla base degli scostamenti più significativi. La trasparenza è infatti una premessa indispensabile per responsabilizzare tutti gli attori del sistema e valutare l’efficacia delle misure adottate.

Una strategia cantonale per legislatura

Dal 1° gennaio 2026 la legislazione federale prevede nuovi strumenti di gestione dell’evoluzione dei costi. Il Consiglio federale definisce obiettivi di costo e qualità per l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e anche i Cantoni possono stabilire propri obiettivi, tenendo conto delle direttive federali.

Questa possibilità deve essere utilizzata in modo pragmatico, evitando di creare un mero esercizio burocratico. Gli obiettivi devono inserirsi in una strategia cantonale più ampia, accompagnata da misure concrete e da una verifica dei risultati.

Una strategia cantonale di contenimento della crescita dei costi dovrebbe essere elaborata almeno una volta per legislatura, indicando gli ambiti prioritari d’intervento e le misure sulle quali il Cantone dispone di un effettivo margine di manovra. Tra questi vi è in particolare la pianificazione dell’offerta sanitaria.

La pianificazione ospedaliera e, più in generale, gli strumenti di regolazione dell’offerta rappresentano infatti una delle principali leve a disposizione dei Cantoni. L’obiettivo deve essere quello di far corrispondere l’offerta ai reali bisogni della popolazione, evitando per quanto possibile situazioni di sovraofferta o capacità ridondanti che possono generare costi supplementari senza un corrispondente beneficio sanitario.

EFAS: da maggior costo a opportunità di riforma

Particolare attenzione deve essere prestata all’introduzione del finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e stazionarie (EFAS).

La riforma comporterà importanti conseguenze finanziarie per i Cantoni, ma non deve essere considerata unicamente sotto il profilo del trasferimento di costi. EFAS offre infatti anche l’occasione per superare incentivi che finora hanno contribuito a mantenere una separazione artificiale tra settore ambulatoriale e stazionario e per favorire, laddove clinicamente appropriato, uno spostamento delle prestazioni verso il settore ambulatoriale.

Il Ticino dovrebbe prepararsi per tempo, valutando non soltanto l’impatto finanziario della riforma, ma anche come sfruttarla per migliorare l’organizzazione dell’offerta, il coordinamento delle cure e l’efficienza complessiva del sistema.

La strategia cantonale dovrà inoltre valutare sistematicamente gli strumenti di pianificazione e regolazione dell’offerta ambulatoriale messi a disposizione dalla legislazione federale.

Responsabilizzare tutti gli attori

Il contenimento della crescita dei costi non può essere compito esclusivo dello Stato. Ospedali, medici, farmacisti, assicuratori, fornitori di cure, altri professionisti sanitari e pazienti hanno tutti, con ruoli differenti, una responsabilità nell’utilizzo efficiente delle risorse.

Per questa ragione sarebbe opportuno istituire un confronto strutturato e regolare tra i principali attori della sanità ticinese, non come semplice luogo di discussione, ma con il compito concreto di individuare annualmente possibili misure di contenimento dei costi.

Le proposte potrebbero riguardare sia misure attuabili direttamente a livello cantonale, sia interventi che il Cantone o la Deputazione ticinese alle Camere federali potrebbero promuovere a livello nazionale.

In questo modo il dibattito sui premi potrebbe progressivamente passare dalla ricerca annuale di nuove risorse alla costruzione di una responsabilità condivisa sull’evoluzione della spesa.

Misurare anche i risultati

Infine, una politica di contenimento dei costi deve poter essere valutata.

Le principali decisioni cantonali in materia sanitaria dovrebbero quindi rendere visibile, per quanto possibile e pertinente, il loro prevedibile impatto sui costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Allo stesso modo, quando vengono adottate misure di contenimento della spesa, dovrebbero essere indicati gli effetti attesi e verificati successivamente i risultati effettivamente raggiunti. Il Gran Consiglio deve poter disporre periodicamente di un quadro complessivo dell’evoluzione dei costi, degli obiettivi fissati e dell’efficacia delle misure adottate.

Solo così sarà possibile passare da una gestione prevalentemente reattiva degli aumenti dei premi a una politica cantonale continuativa di governo della crescita dei costi.

Per questi motivi, mediante la presente mozione si chiede al lodevole Consiglio di Stato di:

1. Monitoraggio trimestrale dei costi sanitari

  • Pubblicare trimestralmente, sulla base dei dati disponibili a livello federale e senza creare inutili duplicazioni amministrative, un monitoraggio sintetico e facilmente accessibile dell’evoluzione dei costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in Ticino, suddiviso per i principali gruppi di prestazioni e confrontato con la media nazionale e con Cantoni comparabili.

  • Pubblicare annualmente un’analisi più approfondita volta a individuare, per quanto possibile, le cause degli scostamenti e gli ambiti nei quali l’evoluzione della spesa risulta particolarmente significativa.

2. Strategia cantonale di contenimento della crescita dei costi

Elaborare e aggiornare almeno una volta per legislatura una Strategia cantonale di contenimento della crescita dei costi sanitari, coordinata con gli strumenti previsti dalla legislazione federale.

La strategia dovrà:

• individuare gli ambiti prioritari d’intervento;

• stabilire, laddove opportuno, obiettivi cantonali misurabili di evoluzione dei costi e della qualità;

• definire le misure concrete di competenza cantonale;

• indicare gli effetti attesi e gli strumenti attraverso i quali verificarne successivamente i risultati.

3. Pianificazione dell’offerta sanitaria

  • Porre la pianificazione dell’offerta sanitaria stazionaria e ambulatoriale tra gli elementi centrali della strategia cantonale, utilizzando sistematicamente gli strumenti di pianificazione, autorizzazione e regolazione messi a disposizione dalla legislazione federale e cantonale affinché l’offerta corrisponda ai reali bisogni della popolazione e siano evitate, per quanto possibile, situazioni di sovraofferta e capacità ridondanti generatrici di costi supplementari.

4. Strategia cantonale per l’attuazione di EFAS

Presentare una strategia cantonale di preparazione e attuazione della riforma EFAS che, oltre a valutarne le conseguenze finanziarie e organizzative per il Cantone, individui le misure attraverso le quali sfruttare la riforma per:

• favorire, laddove clinicamente appropriato, lo spostamento delle prestazioni dal settore stazionario a quello ambulatoriale;

• migliorare il coordinamento e l’efficienza dell’offerta sanitaria;

• utilizzare in modo mirato gli strumenti cantonali di pianificazione e regolazione dell’offerta ambulatoriale;

• contribuire al contenimento della crescita complessiva dei costi.

5. Coinvolgimento e responsabilizzazione degli attori della sanità

  • Istituire un confronto strutturato almeno annuale con i principali attori del sistema sanitario cantonale, con il mandato di individuare e rendere pubbliche proposte concrete per migliorare l’efficienza e contenere la crescita dei costi.

  • Le proposte dovranno distinguere tra misure attuabili a livello cantonale e interventi di competenza federale che il Cantone o la Deputazione ticinese alle Camere federali potranno valutare di promuovere nelle sedi appropriate.

6. Trasparenza e rendicontazione al Gran Consiglio

  • Prevedere, per quanto possibile e pertinente, che nei futuri messaggi e nelle principali decisioni cantonali di politica sanitaria venga indicato il relativo impatto previsto sui costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

  • Presentare almeno ogni due anni al Gran Consiglio un rapporto sull’evoluzione dei costi, sugli obiettivi stabiliti, sulle misure adottate, sugli effetti attesi e sui risultati effettivamente raggiunti.

Alessandra Gianella, a nome del Gruppo PLR, 21 settembre 2026

Fonti principali: UFSP/Cantone Ticino per i dati 2026; bonus.ch, comunicato dell’8 settembre 2026, per la previsione 2027.