Immancabilmente da diversi anni alla fine di settembre l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) presenta i premi dell’assicurazione malattia. Per il Cantone Ticino è previsto un aumento medio del 3,7% per il 2027 a confronto del 5% a livello nazionale. Per la prima volta da anni la crescita nel Cantone risulta più bassa rispetto alla crescita svizzera. Riprendendo il testo del comunicato stampa del Consiglio di Stato in data 29 settembre 2026, con i suoi allegati, per il Cantone si tratta di un segnale incoraggiante che dimostra come le misure intraprese nel nostro cantone vanno nella giusta direzione, anche se sarà necessario introdurne altre. A nostro avviso la politica sanitaria ha bisogno di dati. Non si può programmare l’offerta, individuare le carenze, coordinare le cure o valutare eventuali misure di contenimento senza sapere con precisione chi opera sul territorio, dove opera, con quali competenze e quale capacità effettiva di presa a carico.
Il caso dei fisioterapisti è emblematico. Il Cantone dispone di autorizzazioni all’esercizio e di registri professionali federali, ma questi strumenti non restituiscono necessariamente una fotografia completa e dinamica di tutti i professionisti effettivamente attivi in Ticino, indipendentemente dal fatto che lavorino come indipendenti, dipendenti o all’interno di strutture sanitarie. Non possiamo tralasciare la crescita di nuovi centri di fisioterapia che si stanno diffondendo su tutto il nostro territorio.
La differenza è sostanziale: conoscere quanti professionisti possiedono un’autorizzazione non equivale a conoscere quanti lavorano realmente, dove, con quale grado di occupazione e con quale capacità di erogare prestazioni e con quali certi certificati.
Questa lacuna informativa non riguarda soltanto la fisioterapia. Nei prossimi anni assumeranno un peso crescente le cure a domicilio e la figura dei familiari curanti, chiamati a sostenere sempre più persone anziane, fragili o con patologie croniche. Anche in questo ambito è quindi necessario costruire una conoscenza strutturata dell'offerta e dei bisogni, evitando di arrivare a intervenire quando le situazioni territoriali sono già diventate difficili da governare.
Per questo motivo si propone l’istituzione di un registro cantonale degli operatori sanitari, a partire dai fisioterapisti e sviluppandolo progressivamente, secondo criteri proporzionati, anche agli altri attori rilevanti della presa a carico e della cura a domicilio.
In questo registro devono essere monitorizzati tutte le operatrici e operatori sanitari partendo dalle figure che potrebbero in futuro creare un aumento sproporzionato dei costi a carico delle casse malati (inclusi medici, farmacisti, psicoterapeuti…).
Il registro non deve essere inteso come un semplice strumento burocratico né come una moratoria mascherata. Deve diventare una base dati cantonale aggiornata, coordinata con gli strumenti federali e con quelli già esistenti, capace di fornire informazioni oggettive per la pianificazione sanitaria.
Si desidera avere una piattaforma più performante che raccoglie i vari registri cantonali e federali in modo ordinato e semplice utilizzando se necessario l’utilizzo delle nuove tecnologie e dei sistemi informatici.
Il registro dovrebbe permettere di conoscere, nel rispetto della protezione dei dati:
- quali professionisti sono effettivamente attivi sul territorio;
- dove esercitano e con quale grado di occupazione;
- quali qualifiche, diplomi e specializzazioni possiedono;
- in quali strutture o organizzazioni operano;
- quante sono le figure che esercitano a carico dell’AOMS;
- quanti operatori sanitari hanno un “concordato” numero RCC con il Cantone;
- l’evoluzione nel tempo degli ingressi e delle cessazioni;
- la distribuzione territoriale dell’offerta e le eventuali zone maggiormente scoperte;
- per le cure a domicilio, le risorse professionali e le forme di presa a carico disponibili.
Un simile strumento avrebbe inoltre una funzione concreta per l’utenza e per i professionisti della salute. In una forma pubblica e rispettosa della protezione dei dati, il cittadino potrebbe conoscere le competenze, le specializzazioni e la prossimità dei professionisti disponibili. Il medico di famiglia potrebbe disporre di una fotografia più completa della rete di presa a carico e, con il consenso del paziente e nel rispetto delle regole applicabili, favorire un migliore coordinamento tra i diversi operatori coinvolti.
Conoscere significa coordinare. Coordinare significa evitare sovrapposizioni, intercettare prima le lacune e utilizzare meglio le risorse. In ultima analisi significa anche contribuire all’ottimizzazione e al contenimento dei costi sanitari.
Il registro rappresenterebbe quindi uno strumento al servizio non soltanto dell’Amministrazione, ma dell’intero sistema sanitario: professionisti, medici, strutture, pazienti e famiglie.
Solo dopo aver costruito questa base conoscitiva sarà possibile affrontare con serietà le scelte future: valutare il fabbisogno di professionisti, prevedere l’evoluzione legata all’invecchiamento della popolazione, individuare le necessità regionali e, se necessario, discutere eventuali strumenti di programmazione dell’offerta.
Prima i dati, quindi. Poi il coordinamento. E, sulla base di entrambi, le scelte di politica sanitaria.
Per questi motivi, si chiede al Consiglio di Stato:
- di istituire un registro cantonale obbligatorio dei fisioterapisti effettivamente attivi sul territorio ticinese, coordinato con i registri federali e gli strumenti cantonali esistenti;
- di prevedere la notifica dell’inizio, della modifica e della cessazione dell’attività, indipendentemente dalla forma di esercizio, definendo le informazioni professionali e occupazionali necessarie;
- di valutare l’estensione progressiva del registro agli altri attori rilevanti della rete di cura e assistenza, comprese le cure a domicilio e, secondo modalità appropriate, i familiari curanti, considerata la loro crescente importanza nella presa a carico della popolazione;
- di elaborare periodicamente dati statistici aggregati sull’offerta, sulle competenze e sulla distribuzione territoriale degli operatori, nel pieno rispetto della protezione dei dati personali;
- di rendere consultabili, per quanto compatibile con la protezione dei dati, le informazioni utili all’utenza e ai professionisti sanitari, quali competenze, qualifiche, specializzazioni e prossimità territoriale;
- di utilizzare il registro quale base per valutare il fabbisogno attuale e prospettico di professionisti e per migliorare il coordinamento della presa a carico, anche in funzione dell’evoluzione demografica e dell’aumento delle cure a domicilio;
- di sottoporre successivamente al Gran Consiglio eventuali proposte di programmazione dell’offerta, comprese eventuali limitazioni o altri strumenti regolatori, esclusivamente sulla base di dati completi, aggiornati e verificabili.
- verificare come l’offerta sanitaria venga regolamentata negli altri cantoni svizzeri in particolare nel Canton Glarona dove questo sistema è applicato in modo efficiente con l’obbiettivo di ridurre i costi e i relativi premi di cassa malati.[1]
NB: operatori sanitari e operatrici sanitarie
Patrick Rusconi e Alex Gianella a nome del Gruppo PLR, 5 ottobre 2026